L’AQUILA – Le ultime elezioni comunali dell’Aquila perse perché “la città si è stufata di una certa arroganza”, la nuova amministrazione di centrodestra “necessità di un minimo più di esperienza”, ma il nuovo sindaco, Pierluigi Biondi, “farà sicuramente bene”.
Vittorio Festuccia è ormai defilato dalla politica attiva, ma ha molto da dire e da raccontare, protagonista, com’è stato, della vita pubblica dei primi anni Duemila, fino alla candidatura alle primarie per la scelta del candidato sindaco del 2012, quando il popolo del centrosinistra confermò Massimo Cialente.
L’allora capogruppo dei Democratici di sinistra in Consiglio comunale aveva sfidato Cialente già nel 2007, ma quella volta “fu interna ai Ds”, ricorda Festuccia, “nel senso che in direzione ci fu un voto abbastanza contrastato e lì probabilmente ci furono delle scelte che io non condivisi allora e non condivido nemmeno adesso”.
“Nel 1998 fui candidato per la prima volta come indipendente e fui eletto con un buon successo elettorale – ricorda ancora – Purtroppo vinse Biagio Tempesta e non Antonio Centi, quindi ho fatto il consigliere di opposizione per quella consiliatura e per quella successiva, dove Tempestà battè Celso Cioni“.
Ma sarebbe andata diversamente se Festuccia avesse vinto contro Cialente? “Tutto sommato penso che ero nel momento migliore anche dal punto di vista anagrafico – dice – perché nella competizione interna ai Democratici di sinistra arrivavo da capogruppo in Consiglio: avevo un’età più giovane di oggi e avrei potuto dare di più”.
“Non ho sostanzialmente rimpianti – aggiunge subito dopo – anzi l’unico forse che ho risale ad ancora prima, quando all’inizio degli anni Novanta fui invitato a candidarmi con quella che allora era la lista della Genziana ma, per motivi legati alla mia professione, perché avevo deciso di fare essenzialmente il medico e di non fare altre cose, rinunciai. Forse allora sarebbe stato ancora meglio se avessi accettato”.
Primario di Medicina generale all’ospedale San Salvatore, Festuccia è in pensione dal 2012.
Da allora “faccio una vita abbastanza ritirata – racconta – Mi dedico molto a quelli che sono i piaceri della famiglia, la mia attività preferita adesso è giocare nell’orto, ti rilassa e nello stesso tempo ti permette di fare un po’ di attività fisica. Nel frattempo, ovviamente, faccio un po’ di professione ma, sostanzialmente, come la facevo prima, nel senso che se qualcuno ha necessità di un parere glielo do, ma non ho mai fatto libera professione da dipendente, continuo a non farla oggi”.
“Per il futuro? Penso che a 69 anni uno non debba aspettarsi grandi possibilità di fare chissà cosa. Cercherò di vivere bene gli anni che mi sono rimasti”, aggiunge.
Parlando delle ultime elezioni che, contro ogni previsione, hanno visto prevalere al ballottaggio il centrodestra, Festuccia dice di essere stato “abbastanza in casa, non ho tradito quelli che erano i miei princìpi, ho rispettato e rispetto moltissimo la scelta che è stata fatta dalla città”.
“Poteva andare diversamente, probabilmente la città si è stufata di una certa arroganza, di un certo modo di rapportarsi con le persone che qualcheduno ha avuto in questi ultimi anni – sbotta poi – Perché è un po’ difficile perdere le elezioni quando hai il governo regionale e 10 anni di consiliatura con tutti i soldi che sono arrivati: perdere queste elezioni è stata davvero dura perché non venivamo da una situazione in cui c’era stato il centrodestra al governo. E probabilmente la città ha riconosciuto che questo governo non era stato ottimale”.
“Se è stato più un voto contro che pro? Penso che sia un po’ un voto di bocciatura della precedente amministrazione, e per certi versi a dispetto, e questo un po’ mi dispiace, perché i dispetti poi non portano grandi risultati”, ipotizza.
“La nuova Giunta è di persone giovani, il sindaco è giovanissimo, penso che possano lavorare bene – fa osservare poi Festuccia – Forse ha necessità di un minimo più di esperienza e forse qualche riflessione in più, però sono convinto che Pierluigi Biondi farà sicuramente bene”.
Infine, dal padre di un campione della palla ovale come Carlo Festuccia, che ha portato alta la bandiera dell’Aquila nel mondo, una riflessione sulla crisi che sta vivendo lo sport cittadino.
“L’Aquila una volta produceva i Festuccia, i Masi, i Zaffiri, senza pensare al passato con Mascioletti, Ghizzoni, Pacifici, Colella, Cucchiella, Mariani… Oggi purtroppo il rugby aquilano è nella fase in cui è. L’Aquila che aveva il vivaio e tutto quello che poteva far essere la città grande nel rugby, purtroppo in questi ultimi anni è andato perso, nonostante l’impegno di Mauro Zaffiri che ricordo con grande affetto”.
“Purtroppo oggi abbiamo una società che è ancora in una fase difficile. Molto positivo è stato l’intervento di Giorgio Morelli, presidente regionale della Fir, che ha detto che bisogna mettere insieme le forze per fare una società vera. Le premesse però non mi sembra che siano così valide”, conclude Festuccia.






