L’AQUILA – “Passare del tempo con la tua mamma è il regalo più bello che puoi farle. Per la vostra colazione insieme La Rosa ve la regaliamo noi”.
È qualcosa di più di uno slogan, dopo oltre due mesi di pandemia del coronavirus e del distanziamento sociale, la frase scelta dal bar-ristorante Aquerello dell’Aquila, che dal 4 maggio, allo scoccare della fase due, ha avviato “prendi e vai” servizio di consegna di colazioni e pranzi.
In occasione della festa della mamma, che cade domenica 10 maggio, il noto locale ad ovest del capoluogo, lungo la statale 80, subito dopo l’ospedale e l’università, ha deciso di attivare una collaborazione con la fiorista Francesca Gargano, titolare di M’ama non m’ama, per aggiungere una bella e profumata rosa a cappuccini, caffè e paste e altre leccornìe.
Commenta il titolare Giordano Equizi, 36enne imprenditore edile e presidente dell’Ance giovani dell’Aquila: “L’idea è nata dalla consapevolezza che dopo quello che è accaduto, ogni gesto deve aiutare tutti noi a tornare quello che abbiamo di più vero e prezioso. Anche la festa della mamma assume un significato nuovo. Anche andare a trovare un genitore, per fare colazione insieme, e donare un fiore alla mamma, ha oggi l’odore e il sapore di una libertà, di una familiarità e di una normalità che stiamo riconquistando passo dopo passo, dopo due mesi di durissimo lockdown”.
Equizi coglie l’occasione per fare un bilancio dei primi giorni di ‘”prendi e vai”, che per la nuova gestione dell’Aquarello, iniziata a fine febbraio, ha rappresentato la prova del fuoco, visto che il locale non è riuscito nemmeno a celebrare l’inaugurazione in quanto a inizio marzo è arrivato il ‘tutti a casa’ e la serrata forzata delle attività di somministrazione cibi e bevande”.
“L’iniziativa giorno dopo giorno è decollata, e ora sta avendo un buon riscontro. Ci ha fatto immensamente piacere il ritorno gradissimo di affezionati clienti dell’Aquerello, nella gestione precedente, per portare a casa colazioni e pranzi, dopo un saluto e un breve ma intenso scambio di parole, ed anche questo assume un grande valore”, commenta Equizi.






