L’AQUILA – In concomitanza con le manifestazioni per la ricorrenza del 25 aprile, ricorrenza della Liberazione dai nazifascisti del 1945, spunta un importante documento storico riguardante l’Aquila,  risalente all’8 gennaio di quell’anno, quando si formò in modo ufficiale il comitato di liberazione nazionale che clandestinamente esisteva e si  era attivato già dall’anno precedente. Aveva sede in via dei Navelli in centro storico.

I membri effettivi del comitato provinciale erano Ugo Leoni per il Partito d’azione, Bruno Corbi per il Pci, Emidio Lopardi per il Psi, Adelchi Mariani per il Pli, Guido Coraluppi per il Partito democratico cristiano, Pietro Giuliani per il Partito democratico del lavoro.

I supplenti erano Tancredi Nanni, Vincenzo Franceschelli, Fulvio Ferrara,  Achille Inverardi, Stanislao Pietrostefani, Andrea Criscuoli. 

Da segnalare che il senatore Lopardi fu poi nominato provvisoriamente prefetto pubblicando un manifesto pacificatorio “Nessuno macchi di sangue fraterno il giorno del nostro riscatto”. E questo nonostante i blitz dei fascisti nella sua abitazione fatti negli anni passati.

Infine va ricordato che Pietrostefani, aretino, poi prefetto nel capoluogo di regione, era il padre di Giorgio Pietrostefani, ora 82enne, aquilano, già dirigente d’azienda e scrittore, cofondatore di Lotta continua, condannato a 22 anni (ridotti a 16 con gli indulti) come mandante dell’omicidio del commissario di polizia, Luigi Calabresi, avvenuto nel 1972,  per il quale si dichiara innocente, poi fuggito in Francia e mai estradato.

Il regolamento del Comitato non prevedeva un presidente ma solo il segretario che era Leoni. Il prezioso documento storico è stato fornito da Riccardo Lopardi noto avvocato e uomo di cultura.