L’AQUILA – Il Mit ha presentato questo pomeriggio in Cabina di Regia una proposta che riguarda la rimodulazione di parte dei progetti di propria competenza. Escluse dal Pnrr, si legge nella nota del ministero, “perché realizzabili con tempi non più compatibili con la scadenza del 2026 la tratta ferroviaria Roma-Pescara, due lotti della Palermo-Catania e una parte degli investimenti per l’ERTMS (European Rail Traffic Management System). Le risorse saranno utilizzate su altri lotti delle tratte Napoli-Bari e Palermo-Catania”.

Si legge ancora nella nota, “il ministro Matteo Salvini ha impegnato gli uffici del dicastero di Porta Pia affinché tutte le opere non ricomprese nel PNRR ma ritenute strategiche siano contestualmente finanziate da altri programmi”. E infatti, la velocizzazione della ferrovia Roma-Pescara, dal valore di 7,8 miliardi, si precisa “è confermata” ma riceverà finanziamenti “alternativi ai fondi Pnrr”.

Ma questo non è bastato a sollevare la bufera politica, con Partito democratico che lanciano bordate al presidente Marco Marsilio, e che due giorni fa aveva voluto un convegno ad Avezzano, e al governo di centrodestra in Regione e a Roma.

Scrive il Mit: “nella sostanza, quindi, per i cittadini che attendono l’opera non ci saranno cambiamenti.  La scelta di rimodulare i finanziamenti è figlia della situazione ereditata dall’attuale governo, in carica da circa nove mesi. In particolare: gli interventi della Roma-Pescara lotti 1 e 2 Scafa-Manoppello e Manoppello-Interporto stanno risentendo del ritardo dell’iter che doveva concludersi entro giugno 2022 con avvio gara ad agosto 2022 e aggiudicazione a febbraio 2023. Si ricorda che l’attuale governo è in carica dall’ottobre 2022. La proposta di rimodulazione dei finanziamenti Pnrr ha tenuto conto di quanto sopra in via cautelativa”, sottolinea ancora il Mit.

Quello che ha sostenuto in sostanza Marsilio nell’evento  di lunedì ad Avezzano, con al fianco il viceministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Galeazzo Bignami, in cui sono stati annunciati oltre 11,5 miliardi di investimenti complessivi in Abruzzo, per la realizzazione di nuove opere ferroviarie e stradali e la manutenzione delle infrastrutture esistenti. Tra le opere strategiche di RFI rientra la Roma-Pescara per circa 7,8 miliardi di euro.

E aveva detto Marsilio: “La Roma Pescara è un’opera in corso di realizzazione, a fine giugno RFI ha pubblicato in Gazzetta ufficiale dell’Unione europea le gare per i lavori sulle tratte Interporto d’Abruzzo – Manoppello e Manoppello – Scafa – ha dichiarato Vincenzo Macello Commissario di Governo per l’opera. I due lotti hanno un investimento complessivo di 938 milioni di euro, oggi interamente finanziati. Per completare la realizzazione dell’intera linea sono previsti ulteriori interventi tra Roma, Avezzano, Sulmona e Chieti, al momento in fase di progettazione. I fondi per il completamento dell’opera saranno reperiti una volta completata la progettazione che indicherà i fabbisogni necessari”.

Va però giù duro Silvio Paolucci, capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale: “il Ministero smentisce la Regione, mettendo nero su bianco l’uscita dal PNRR e dalla scadenza 2026 dei finanziamenti per la velocizzazione linea ferroviaria Roma-Pescara. A mettere a nudo Marsilio è lo stesso Salvini, che toglie le risorse e nulla dice su tempi e sulla copertura dei progetti che restano fuori, come nulla dice la Regione. Resta il fatto che per la Roma-Pescara servono almeno 5,6 miliardi, dove verranno reperite tutte le risorse e con quali tempi?”.

E aggiunge: “Continua la politica della doppia verità che Marsilio ha adottato per tutti i quasi cinque anni del suo mandato alla guida della Regione è svelato dal Governo amico. Agli atti abbiamo: da una parte la propaganda e le conferenze con cui Marsilio sta affannosamente cercando di recuperare il tempo perduto nei suoi 5 anni di governo e dall’altra ci sono i fatti, che dimostrano ancora una volta che su questo asse strategico abbiamo perso tempo, impegno e opportunità, nonostante il grande lavoro portato avanti dai governi Draghi e Conte. Sono convinto che gli abruzzesi terranno conto del tanto fumo e dei pochi fatti prodotti in questi anni dal centrodestra di Marsilio, anni disseminati di inerzia e brutte figure nazionali, come in questo caso”.

Intervengono anche la senatrice Gabriella Di Girolamo e il consigliere regionale Giorgio Fedele, del  M5S.

“Non sono passati neanche due giorni dal grande evento propagandistico del Presidente Marsilio ad Avezzano, per parlare della velocizzazione della tratta Roma Pescara, che abbiamo appreso la notizia che la stessa tratta non sarà più finanziata dal PNRR. Il centrodestra cala la maschera e toglie all’Abruzzo circa 620 milioni di euro, che insieme al Presidente Conte avevamo fatto stanziare per la realizzazione dell’opera, per destinarli a vantaggio di altre regioni. Marsilio ha dimostrato ancora una volta di essere il luogotenente della Meloni in Abruzzo, piuttosto che un Presidente che ha come priorità quella di difendere gli interessi del territorio e di chi lo abita”.

“Oggi, infatti, si verifica quanto da tempo stiamo denunciando, ovvero che non c’è nessun tecnicismo dietro lo scippo dei fondi del PNRR per la velocizzazione, ma un’inaccettabile scelta politica attuata del Governo Meloni. Una scelta che il Presidente Marsilio vorrebbe far digerire di forza agli abruzzesi attraverso lo strumento della propaganda. Il Presidente di Regione – continuano Di Girolamo e Fedele – è venuto ad Avezzano con il Viceministro, il Commissario Macello e i vertici di RFI, e non ci ha dato né tempistiche né certezze sulle coperture. Tutto faceva pensare a un incontro più di facciata che di sostanza e infatti oggi viene fuori la notizia che quei fondi in Abruzzo non arriveranno!”

E incalzano: “È un enorme perdita per la nostra regione e soprattutto un grave danno per le aree interne, che rimangono sempre più isolate e abbandonate a se stesse. Prima avevamo dei fondi certi e un cronoprogramma certificato dai tecnici; oggi, a causa di Fratelli D’Italia, Lega e Forza Italia, rimane solo tanta propaganda e l’amarezza di vedere l’Abruzzo in mano a chi non ha a cuore il suo futuro. Una vergogna che non leveranno facilmente dal loro curriculum politico e che gli abruzzesi pagheranno in prima persona”

“Ora sono curioso – aggiunge Giorgio Fedele – di sapere con quali parole il risponditore automatico del Presidente Marsilio, Massimo Verrecchia, proverà a difendere l’indifendibile anche davanti a scelte oggettivamente dannose per il territorio” conclude.

Sulla vicenda interviene ancora una volta a replicare il viceministro Bignami: “La Roma-Pescara rappresenta un obiettivo strategico nazionale, condiviso dal ministero con la Regione Abruzzo. Rete Ferroviaria Italiana, Italferr e ministero dei Trasporti hanno scelto da tempo di investire su questa importante infrastruttura, tanto che sono stati pubblicati i primi bandi relativi ai lotti iniziali. Non c’e’ alcuna rinuncia del governo al progetto di velocizzazione della ferrovia Roma-Pescara”.

“Non è una sorpresa la notizia che i primi due lotti non troveranno copertura con i fondi Pnrr; lo si sapeva da tempo che quest’opera aveva accumulato ritardi nella procedura autorizzatoria non sicuramente imputabili a questo governo – sottolinea -. Per questo Rfi non poteva garantire al governo il completamento entro il 2026. Lo abbiamo ribadito non più tardi di lunedì scorso all’incontro pubblico ad Avezzano e quindi non vedo alcuna novità a riguardo. Le fonti di finanziamento saranno altre perché l’opera ferroviaria continua ovviamente ad essere tra le priorità del sistema infrastrutturale nazionale”.

E interviene anche  il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale d’Abruzzo, Massimo Verrecchia: “Il ministro Salvini conferma, oggi, ulteriormente, la certezza della realizzazione del progetto di velocizzazione della tratta Pescara-Roma, semmai ce ne fosse stato ancora bisogno, mettendo definitivamente la parola fine ai tentativi di tutti i detrattori del centrosinistra di mistificare la realtà dei fatti. Sono oramai mesi in cui non mancano occasione per accampare scuse, che non stanno in piedi, pur di ridimensionare il grande lavoro che il governo regionale a guida Marsilio e quello nazionale a guida Meloni stanno riuscendo a compiere – se ne facciano una ragione – rispetto a chi non ha avuto la capacità o la volontà, invece, di iniziare alcunché . Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.