L’AQUILA – In questi giorni a cavallo del Ferragosto, L’Aquila si mostra come una città a due velocità, con serrande abbassate e vetrine spente in periferia e un centro storico che, invece, non va in vacanza, con locali e bar aperti tutto il giorno e fino a tarda sera.

Molte le proteste degli sfortunati cittadini che denunciano disagi anche solo per consumare un pasto veloce o per bere un caffè nella pausa pranzo dal lavoro, costretti a ripiegare nei centri commerciali tutto il giorno.
 
Una carenza di servizi della quale fanno le spese non solo gli aquilani che restano in città, ma anche i turisti che scelgono di visitare il capoluogo martoriato, magari per la classica gita fuori porta del 15.
 
“Bisogna ricominciare a programmare le chiusure estive degli esercizi in accordo con commercianti e Comune e a partire dal 2014”: è questa la proposta del direttore di Confcommercio Abruzzo e dell’Aquila, Celso Cioni, per porre riparo alla carenza di servizi in città nei mesi di luglio e agosto, e in particolare nella settimana di Ferragosto, quando il capoluogo diventa rovente e in molti scelgono di andare al mare, commercianti compresi.
 
“Fino a prima del terremoto del 2009, ogni anno, nel mese di giugno, si stilava una sorta di turnazione di chiusura di negozi e locali per tenere sotto controllo la situazione e garantire, così, servizi costanti alla cittadinanza e ai turisti – afferma Cioni – Potremmo ripristinare quest’abitudine che non era un obbligo, ma una sorta di collaborazione tra tutti, anche in accordo con l’assessore comunale alle Attività produttive Giancarlo Vicini”, da poco subentrato a Marco Fanfani.
 
Uno sforzo in più verso il ritorno alla normalità, dopo il caos post-sisma e la conseguente delocalizzazione e dispersione delle attività commerciali in una città che allunga sempre di più distanze e dimensioni.
 
“La turnazione era un’esigenza e una necessità, quando ancora esisteva una città – conclude il direttore di Confcommercio – Potrebbe però tornare utile anche adesso che, a causa del terremoto, si ha una dispersione delle attività commerciali”.
 
Irriducibili e in controtendenza, invece, i commercianti del centro storico scelgono di restare aperti anche in questa estate 2013, nonostante i limiti e le menomazioni di una città fantasma che stenta a ripartire e a riportare in centro persino gli stessi aquilani.
 
“Siamo aperti tutto l’anno e non andiamo mai in vacanza, anche grazie ai miei collaboratori che, conoscendo bene la realtà lavorativa del centro storico, hanno ben compreso gli sforzi che facciamo per mantenere immutata la forza lavoro, rendendosi disponibili soprattutto d’estate – spiega Luca Ciuffetelli, titolare del Bar del Corso – Questo è il periodo dell’anno nel quale si lavora un po’ di più e non chiuderemmo per nessuna ragione al mondo, anzi, organizziamo serate con musica dal vivo per creare più movimento e incentivare la clientela aquilana e i turisti che iniziano a scemare”.
 
ll calo di presenze estive in centro storico, nonostante la dedizione e la tenacia dei commercianti aquilani, è confermato anche da Natalia Nurzia, proprietaria dello storico bar dei Fratelli Nurzia in piazza Duomo, un osservatorio privilegiato visto che è stato il primo a riaprire, addirittura a dicembre 2009, e non ha più chiuso i battenti.
 
“Non ci sono più i turisti del 2009. Fatichiamo molto, ma andiamo avanti lo stesso e restiamo aperti anche in estate perché dobbiamo e vogliamo garantire un servizio ai cittadini e ai turisti – sostiene – Ho fiducia in questa città e spero che quando riapriranno gli uffici, i nostri sacrifici verranno ricompensati”.