L’AQUILA – Dopo mesi di battaglie, per un caso fortuito, o per un fatto voluto, si ritrovano a presentare oggi a L’Aquila, a poche ore di distanza, la loro candidatura alle regionali di marzo, l’ex assessore comunale Alessandro Piccinini, ex presidente di Gran Sasso Acqua, e di Paolo Federico, sindaco di Navelli, quasi a confermare che la corsa per un posto all’Emiciclo sarà per loro anche una sfida personale.
Dopo essere stati sodali di partito in Fratelli d’Italia, entrambi con tante ambizioni, sono stati protagonisti di un lungo braccio di ferro per ottenere un posto in lista, e ora tutti e due lancia in resta hanno ottenuto l’obiettivo, ma Piccinini con Fdi, Federico dopo essere passato armi e bagagli in Forza Italia.
Paolo Federico ha convocato la conferenza stampa alle 11, nella sala Ipogea del consiglio regionale e al suo fianco ci saranno il capogruppo alla Camera di Forza Italia, Paolo Barelli, il coordinatore regionale, il deputato Nazario Pagano, e il coordinatore provinciale Gabriele De Angelis.
Piccinini, poche ore dopo, alle 18, inaugurerà il comitato elettorale in piazza Duomo, pronto a lanciarsi nell’agone con il claim “Che colore ha il tuo domani? Scegliamolo insieme”, alla presenza dei senatori Etelwardo Sigismondi e Guido Liris, rispettivamente coordinatore e vice coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi e in videocollegamento del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, ricandidato presidente della Regione.
Per mesi Federico, sostenuto da Liris, e Piccinini, nelle grazie del sindaco Biondi, si sono contesi l’unico posto disponibile dei sette in provincia dell’Aquila, di cui minimo tre però ad appannaggio di candidature femminili, visto che nell’area marsicana inamovibili erano l’assessore regionale al Bilancio, Mario Quaglieri, ex sindaco di Trasacco, e dal capogruppo di Fdi in consiglio regionale Massimo Verrecchia, ex parlamentare, ex dirigente regionale ed ex capo di gabinetto dello staff del presidente Marsilio. Per l’area peligna e dell’Alto Sangro c’era invece Vincenzo Uzzeo, ex assessore comunale di Castel di Sangro.
Entrambi per essere della partita, in attesa che il partito nazionale decidesse, si sono intanto dovuti dimettere entro il termine delll’11 novembre dalle cariche incompatibili con la candidatura alle regionali: Piccinini ha detto addio alla presidenza della Gran Sasso Acqua, la società pubblica del ciclo idrico integrato, Federico alla carica di commissario della Comunità montana Montagna Aquilana e di presidente dell’Asp 1 L’Aquila.
Poi è arrivato il verdetto, con la candidatura di Piccinini e l’esclusione di Federico, e con il suo mentore Liris che ha dovuto cedere su questa partita, che fa parte comunque di una sfida di più ampia gittata con Biondi per il controllo e la supremazia nel partito in provincia e oltre.
Federico, colpito nell’onore, non l’ha presa certo bene, e subito si era diffusa la voce di un suo passaggio a Forza Italia, pronto a candidarlo, e di una sua presenza anche al congresso provinciale dell’Aquila del 17 dicembre nella sede dell’Ance. Contattato da Abruzzoweb, Federico aveva però smentito su tutta la linea, “Per quanto mi riguarda non c’è nessuna novità, resto in Fratelli d’Italia, non è che alla prima scivolata, uno deve scappare. Che ci dovrei andare a fare al congresso di Fi? Ovviamente non sono stato invitato”.
Vero, al congresso Federico non ci è andato, ma poi ha partecipato al pranzo al ristorante Baco da Seta, attovagliato assieme allo stato maggiore di Forza Italia, concluso il congresso.
Al suo fianco i riconfermati coordinatore provinciale Gabriele De Angelis e del vice Giorgio De Matteis, che stanno conducendo una risoluta offensiva contro il sindaco Biondi e Fratelli d’Italia, per reclamare un posto in giunta. Un successo elettorale di Federico alle Regionali, magari a discapito di Piccinini, avrebbe un peso anche nella disfida dentro la maggioranza in Comune, dove Fi e Fdi sono oramai ai ferri corti.
Ci sono insomma tutte le premesse di una sfida nella sfida dentro la coalizione di centrodestra, tra il meloniano Piccinini e il neo forzista Federico, a contendersi i voti senza esclusione di colpi, e casa per casa.






