L’AQUILA – Si svolgerà oggi pomeriggio a L’Aquila, nella sede di Piazzetta del sole, la riunione di Fratelli d’Italia considerata decisiva per stabilire le candidature alle elezioni regionali del 10 marzo con in cima alla lista, ovviamente, il nodo l’Aquila dove il partito è piombato nella bufera e nel conflitto intestino, e con la base e il gruppo consiliare oramai stanchi dell’andazzo. Si parlerà anche degli imminenti congressi cittadini e provinciali, di cui ancora non è stata comunque fissata una data.
A sottolineare l’importanza dell’incontro, la presenza di tutti i big: il presidente della Regione, Marco Marsilio, ricandidato presidente per il centrodestra, il segretario regionale, il senatore Etel Sigismondi, i due vice segretari, il senatore aquilano Guido Liris, e il deputato pescarese Guerino Testa, il sindaco del capoluogo, e commissario provinciale dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e i segretari provinciali delle altre tre province, Stefano Cardelli, Pescara, Marilena Rossi, Teramo e Antonio Tavani, Chieti.
Attorno allo stesso tavolo si troveranno dunque anche Biondi e Liris, che oramai si stanno misurando in uno scontro durissimo per il controllo del partito, e per le candidature alle regionali, creando non poca irritazione sia nella base e nel gruppo consiliare a L’aquila, che ha intimato una pacificazione e un accordo immediato su chi mettere in lista, sia ai vertici del partito regionale e anche nazionale, visto che questi scossoni possono creare problemi non da poco in vista della competizione elettorale, per di più con epicentro in una città, L’Aquila considerata rocccaforte del partito di Giorgia Meloni, e da dove è cominciata, nel 2017, con la conquista del primo capoluogo da parte di Biondi, la cavalcata che ha portato Fdi dal 6% al 28% in pochi anni.
Come già riferito da Abruzzoweb, dopo un estenuante braccio di ferro, saranno candidati, salvo clamorose sorprese, sia Alessandro Piccinini, presidente della Gran Sasso Acqua, la società pubblica del ciclo idrico integrato ed ex assessore, sostenuto da Biondi. Sia Paolo Federico, sindaco di Navelli, presidente del Gruppo di Azione locale (Gal) Gran Sasso-Velino e commissario della Comunità montana Montagna di L’Aquila, che invece è sostenuto da Liris.
A questo proposito, Piccinini, come riferito dal quotidiano on line Il capoluogo, avrebbe anticipato ai componenti del cda la sua volontà di dimettersi dalla presidenza della Gran Sasso acqua, per adeguarsi alla legge sull’incompatibilità, e il convegno di lunedì 6 novembre sullo stato dell’arte della gestione del ciclo idrico, potrebbe essere l’occasione per l’annuncio ufficiale sia del suo addio dalla guida della Gsa, sia della sua candidatura.
Visto che in lista in provincia dell’Aquila, per i candidati uomini ci sono quattro posti, e sono già in corsa nell’area marsicana, inamovibili, l’assessore regionale al Bilancio, Mario Quaglieri, ex sindaco di Trasacco, e Massimo Verrecchia, ex parlamentare, dirigente regionale e capo di gabinetto dello staff del presidente Marsilio, a fare un passo indietro dovrà essere Vincenzo Uzzeo, ex assessore comunale di Castel di Sangro. O meglio, il suo sarà un passo di lato, perché da quanto si apprende, sarà candidato nella lista di Marsilio e con appoggio del presidente della Provincia, sindaco di Castel di Sangro, e vicepresidente nazionale dell’Upi, Angelo Caruso.
I nomi in campo per le tre candidate donne sono al momento come sicure quelle di Antonella Buffone, sindaco di Balsorano, vicina a Liris, e per l’area peligna Alto Sangro, dell’avvocato Anna Berghella, ex presidente della Dmc dell’Appennino Terre d’Amore in Abruzzo, e moglie del consigliere comunale e candidato sindaco della coalizione alle ultime elezioni di Sulmona, Vittorio Masci.
Per il restante posto ci sono Iride Cosimati, consigliere comunale di Fdi ad Avezzano, new entry nel totonomi, l’avvocato Ersilia Lancia, assessore comunale al Turismo moglie del segretario Sigismondi, sia il consigliere comunale Tiziana Del Beato, che nel 2020 è passata dalla Lega a Fdi. A proporre la candidatura a Cosimati, sarebbe stato lo stesso Biondi, nella veste di commissario provinciale, e se dovesse andare in porto, dovranno fare in passo indietro, si prevede non senza conseguenze, sia Lancia che Del Beato. Se sarà candidata Lancia, il patto sarebbe l’ingresso in giunta di Del Beato.
Al netto delle candidature aquilane, le più problematiche, il discorso riguarderà anche quelle degli altri tre collegi provinciali. E si dovrebbe confermare anche la corsa a Chieti dell’assessore regionale all’Ambiente ed energia, Nicola Campitelli, passato di recente dalla Lega a Fratelli d’Italia. Con buona pace della presa di posizione di Luigi d’Eramo, segretario regionale leghista e sottosegretario all’Agricoltura, che ha “caldamente” invitato gli alleati a non candidare gli assessori “traditori”.
Si parlerà infine dei congressi, e per L’Aquila il diktat è chiaro: niente scontri e cavallerie rusticane, si dovrà decidere un candidato segretario provinciale unitario, condiviso a priori, e poi eletto senza conte interne. come recita il regolamento del partito, in concomitanza con l’elezione presidente provinciale i partecipanti al congresso voteranno i due terzi componenti del coordinamento, e un terzo dei componenti sarà nominato dal presidente eletto. Per ciascuna provincia abruzzese sono previsti 19 componenti, di cui dunque 14 eletti dal congresso, e i restanti nominati dal presidente.
Ovviamente Biondi non potrà essere il candidato, per l’incompatibilità con il suo incarico di responsabile nazionale degli enti locali.
La linea del congresso unitario è stata ribadita, per non dire imposta, in una visita in città di metà ottobre dal senatore e dirigente nazionale Giorgio Salvitti, inviato da Roma a provare a spegnere le micce nella polveriera aquilana
Del resto, l’alternativa sarebbe un altro violento scontro tra le due fazioni, che hanno appena misurato i rapporti di forza nella campagna di tesseramento al partito, e a prevalere è stato l’asse tra Liris e Verrecchia, che hanno fatto sottoscrivere circa 2.600 tessere in provincia, rispetto alle 1,300 “portate” dal sindaco Biondi e dall’assessore Quaglieri, sulle 8mila totali in Abruzzo, di cui dunque quasi la metà provincia dell’Aquila, litigiosa roccaforte dei meloniani.






