L’AQUILA – La Fiat Chrysler Automobiles ha corrotto i vertici di un sindacato americano (la Uaw), ai tempi dell’operazione che il  manager di origini abruzzesi, il chietino Sergio Marchionne, scomparso nel luglio 2018, realizzò con l’appoggio dell’Amministrazione di Barack Obama e quella dei sindacati, tra i quali la Uaw.

Il tutto per rendere più agevole il suo sbarco nel gruppo statunitense Chrysler. A riportarlo è il Fatto Quotidiano.

“Fiat Chrysler Automobiles, una delle tre più grandi case automobilistiche americane ha accettato di dichiararsi colpevole di aver cospirato per violare il Labor Management Relations Act, effettuando pagamenti illegali a funzionari del sindacato United Auto Workers”,  si legge in un documento dello scorso 27 gennaio, come riporta ancora il Fatto Quotidiano, dell’ufficio del procuratore federale del distretto orientale del Michigan, lo Stato in cui Chrysler ha sede negli Stati Uniti.

Fca, oggi fusa nella neonata Stellantis, dovrà quindi pagare 30 milioni di dollari di sanzioni e ha accettato di stare tre anni sotto “la supervisione di un osservatore di conformità indipendente per garantire che rispetti le leggi federali sul lavoro”. Perché l’accordo sia operativo resta solo la ratifica da parte della Corte federale del Michigan.

Fiat Chrysler, si legge ancora sul Fatto Quotidiano “ha accettato di dichiararsi colpevole e pagare una sanzione chiudendo la vicenda. I singoli dirigenti, però, non sono stati così fortunati: “Finora, nell’ambito di questa indagine sui pagamenti illegali di Fca, nonché sulla frode e sull’appropriazione indebita da parte di dirigenti dell’Uaw, 15 persone sono state condannate per crimini federali, tra cui tre ex dirigenti di Fca Usa”.

Si tratta dell’ex vicepresidente per le Relazioni industriali Alphons Iacobelli (condannato a 66 mesi in prigione), dell’ex analista finanziario Jerome Durden (15 mesi) e dell’ex direttore delle Relazioni coi dipendenti Michael Brown (12 mesi).

Anche il sindacato pagherà una sanzione (15 milioni) e sarà sotto osservazione per sei anni (su Uaw c’è un’indagine simile anche riguardo Ford).