ROMA – Tenere alta la guardia per scongiurare una nuova ondata di Covid-19: mai come in questo momento è indispensabile avere un comportamento responsabile perché tornare a una completa normalità potrebbe riaccendere la circolazione del virus.
“Consapevolezza e preparazione sono gli strumenti più efficaci per evitare una seconda ondata”, ha detto all’Ansa il fisico Alessandro Vespignani, direttore del Network Science Institute della Northeastern University di Boston.
“Quello che vediamo in Italia sta succedendo ovunque: tutti i Paesi si stanno muovendo secondo i loro piani di riapertura, che hanno fasi, tempi e priorità diverse, anche se per tutti l’obiettivo è tornare a una vita normale”, ha osservato.
Per questo “si parla di rischio calcolato” ed è noto che si tratta di “scelte fatte sotto la pressione della crisi economica, che ha portato ad assumere un rischio”, ma per Vespignani non bisogna dimenticare che “il virus circola ancora in tutti gli Stati”: per questo “tornare a una normalità completa porterebbe a una reinsorgenza del virus”.
La speranza è che diano i loro effetti “le riaperture graduali e la consapevolezza dell’importanza di comportarsi in modo responsabile, come usare le mascherine ed evitare i luoghi affollati”.
Bisogna poi considerare che la situazione è molto cambiata rispetto a quando “il virus ci ha preso alla sprovvista”: adesso “si ha una conoscenza maggiore del virus SarsCov2, sistema sanitario e medici è più preparato ad affrontarlo, ci sono più posti nelle unità di terapia intensiva”.
Certamente, ha aggiunto, “è possibile immaginare di controllare nuovi focolai”, anche se ci sono ancora “tanti punti interrogativi”.
Adesso ci si potrebbe affidare all’estate, che con il caldo potrebbe ostacolare la circolazione del virus, sebbene questo “non sia provato da nessun dato quantitativo”, e “sarà molto importante da capire che cosa potrà accadere in vista dell’autunno, una stagione meno favorevole”.
Se il virus dovesse riprendere a circolare “tutti i governi hanno detto che potrebbero esserci piccoli passi indietro se necessari, ma in generale è fondamentale che “le persone non diventino più compiacenti con il virus, sono strategie che funzionano se la guardia è molto alta”.
E’ una situazione “difficile da monitorare”, quella che stiamo vivendo, perché possono passare due o tre settimane prima che si vedano reali cambi di traiettoria e questo ci mette in una situazione di incertezza. Anche perché “i numeri dell’epidemia che vediamo giorno per giorno descrivono la situazione di inizio maggio”.
Per Vespignani “molto di quello che succederà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi dipenderà da noi, dai singoli e dalle loro scelte”.
Secondo l’esperto “bisogna essere ottimisti e lavorare affinché le cose vadano per il meglio e quindi stare attenti e tenere alta la guardia, rispettando le norme del buon senso che abbiamo imparato”.



