L’AQUILA – “Partono i primi test anti Covid agli operai delle imprese Ance, presso il centro prelievi allestito a spese dell’Associazione degli imprenditori aquilani presso l’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio. Oggi i primi 100 operai si sottopongono a test sierologico e tampone per rodare la macchina. I test saranno inviati all’Istituto Zooprofilattico di Teramo per lo screening preventivo. La tipologia di test scelti è conforme alle indicazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”.
Così il presidente dell’Ance provinciale dell’Aquila, Adolfo Cicchetti, dopo giorni polemiche e incertezze sulla validità delle varie norme, in particolare sulla obbligatorietà dei tamponi alle maestranze, legate alla riapertura dei cantieri per la ricostruzione post terremoto dell’Aquila prevista per il 4 maggio, con la entrata della fase due, e slittata nel tentativo di mettere in campo azioni tese ad evitare che il ritorno di migliaia di maestranze da fuori regione possa causare una impennata di contagi in un territorio tra i meno colpiti d’Italia. E alla luce di una contrstata ordinanza del sindaco, Pierluigi Biondi, che impone i tamponi alle maestranze.
Domani o dopodomani, spiega dunque nella nota l’Ance, grazie ai controlli messi in campo, potranno partire i primi cantieri edili Covid free a L’Aquila, caso unico in Italia. L’attività proseguirà nei prossimi giorni per tutte le imprese che volontariamente ritengono di dover sottoporre a screening le proprie maestranze.
La capacità del centro prelievi Ance è di 500 test al giorno. In poche ore le prenotazioni negli uffici di Ance L’Aquila hanno superato quota mille ed altre stanno arrivando.
“E’ questa l’evidenza plastica che le imprese sono più realiste del re – commenta Adolfo Cicchetti – Operare in sicurezza, aldilà di ciò che è obbligatorio o meno e delle disquisizioni giurisprudenziali, è prima di tutto un interesse degli imprenditori e non solo per la norma che classifica il contagio come infortunio sul lavoro e non come malattia, con tutto quel che segue sul piano penale. D’altronde già prima dell’ordinanza comunale, nei due mesi di lock down, stavamo perseguendo, in piena sintonia con la grande maggioranza dei nostri associati, la strada di istituire un laboratorio dedicato alle maestranze per la tranquillità delle nostre imprese e degli operai”.
“Spero sia finalmente evidente che – continua Cicchetti – fermo restando la libertà di scelta degli operai sui tamponi che peraltro non forniscono patenti di immunità, gli imprenditori aquilani stiano scegliendo la via della massima precauzione possibile, per un attaccamento naturale alla propria città e alle proprie maestranze. Ci auguriamo che questo approccio possa contribuire a rassicurare la cittadinanza e le istituzioni sulla nostra attitudine proattiva e sul condiviso interesse di portare a termine la sfida della ricostruzione e della rinascita, al riparo da ulteriori rischi e calamità sanitarie”.





