L’AQUILA – Ancora caos, polemiche e incertezze sulla validità delle varie norme, in particolare sulla obbligatorietà dei tamponi alle maestranze, legate alla riapertura dei cantieri per la ricostruzione post terremoto dell’Aquila prevista per ieri, con la entrata della fase due, e slittata a data da destinarsi nel tentativo di mettere in campo azioni tese ad evitare che il ritorno di migliaia di maestranze da fuori regione possa causare una impennata di contagi in un territorio tra i meno colpiti d’Italia.  

In mattinata spunta fuori un parere interno di ieri del prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, che con toni decisi boccia la ordinanza del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, condivisa con la stessa Prefettura, con la quale si dispone a due giorni dalla fase due e quindi della riapertura di quello viene definito il cantiere più grande d’Europa, la obbligatorietà, entro i 14 giorni successivi al riavvio dei lavori, dei tamponi per le maestranze, in particolare le migliaia di addetti che sarebbero tornati da fuori regione, atto che ha causato roventi polemiche e di fatto lo slittamento della riapertura. 

Nel pomeriggio in una nota lo stesso prefetto smentisce che ci sia stata una “bocciatura” della ordinanza del primo cittadino, non chiarendo però del tutto la situazione legata alla validità del provvedimento di Biondi, ritenuto all’Aquila poco efficace e fuori città troppo restrittivo visto che nelle disposizioni nazionali e regionali che non prevedono il tampone. 

In particolare, le incertezze si fanno largo nel passaggio in cui si precisa che “il prefetto Torraco nella sua nota ha esclusivamente rammentato, sul tema in questione, quanto contenuto nel Dpcm 26 Aprile 2020 e nell’Ordinanza numero 54 della Regione Abruzzo, ravvisando la possibilità di addivenire ad analogo risultato prefigurato dall’ordinanza sindacale, mediante sottoscrizione di un’intesa tra istituzioni, enti, ordini professionali e associazioni del settore interessato, che preveda l’esercizio facoltativo della sottoposizione a tampone sanitario, nel rispetto della libertà di autodeterminazione dei lavoratori e tenuto conto della pari necessità di tutela della salute e della sicurezza all’interno dei cantieri”. 

Da fonti comunali, si apprende che il parere del prefetto, fatto non citato nella nota, viene emesso in risposta ad una istanza inviata il 2 maggio scorso dal sindaco che chiedeva la possibilità di un provvedimento più restrittivo in seguito alla richiesta del Consiglio comunale del 30 aprile che aveva considerato la ordinanza sindacale inefficace a preservare il territorio da un picco di contagi. 

In quella infuocata seduta maggioranza centrodestra ed opposizioni hanno approvato un ordine del giorno in cui hanno bocciato la ordinanza di Biondi chiedendo in provvedimento più restrittivo al governatore, Marco Marsilio, il quale non ha dato risposta per non smentire le disposizioni governative. 

Marsilio lo scorso 3 maggio invece  ha firmato una ordinanza,  la 54 citata dalla Prefettura,  nella quale si prevede che coloro che entrano in Abruzzo debbano registrarsi in portali delle Asl e dell’Ente regionale, prescrizioni che pur non menzionate, riguardano anche le maestranze.  

Sempre stando a fonti comunali, la ordinanza del sindaco resta valida, nonostante il passaggio poco chiaro del prefetto, in quanto il protocollo mediante sottoscrizione di un’intesa tra istituzioni, enti, ordini professionali e associazioni del settore interessato, sarebbero allegati alla ordinanza e perché il sindaco ha agito nel suo ruolo di responsabile della salute dei cittadini. (red)