FARINDOLA – “La cucumella non è solo un recipiente per il cibo – afferma Stroveglia, cofondatore di Wolftour – per noi indica la rinascita, un contenitore di duro lavoro e di tutte le emozioni che abbiamo sentito dal giorno di quel tragico incidente”.
Inizia così una nuova avventura per alcuni dei dipendenti dell’ex Hotel Rigopiano.
“La cucumella” è il nome della nuova struttura ricettiva di Farindola (Pescara), presentata oggi domenica 23 luglio.
Questo edificio non è un semplice ristorante, è il frutto dei sogni e della voglia di rialzarsi degli ex dipendenti dell’hotel Rigopiano. Un simbolo di rinascita e di possibilità, anche dove la terra sembrava aver tolto tutto ai propri abitanti.
“È il primo tassello verso la rinascita: una rinascita sia psicologica che turistica”: sono queste le parole del Monsignor Francesco Soddu, direttore di Caritas Italia, che dopo aver ricordato le vittime ha aggiunto che “non bisogna fermarsi davanti al rimorso di un nuovo inizio, ma bisogna continuare a lavorare in onore delle vittime del terremoto”.
La riuscita dei lavori è stata possibile non solo grazie al supporto economico dato dalla Cei e dalla Caritas, ma anche dall’aiuto di tutti i cittadini che hanno messo a disposizione mezzi e risorse.
A farne parte, come azienda tutor, c’è anche l’associazione di promozione turistica Wolftour, con sede a Penne.
La struttura, chiusa da circa un anno, è stata recuperata e ora offre un ristorante da 100 coperti, con piscina e 12 posti letto.
Il presidente di Wolftour, Antonio Stroveglia, invita tutti alla scoperta del territorio: “Qui si potranno anche nolleggiare bici e attrezzature sportive per escursioni nel Parco nazionale del Gran Sasso”.
Alla presentazione, oltre ai dipendenti visibilmente commossi, anche monsignor Nunzio Galantino, direttore generale della Cei.





