L’AQUILA – Il presidente facente funzioni della Corte d’appello dell’Aquila, Fabrizio Riga, ha inviato un messaggio di “piena e incondizionata solidarietà” e vicinanza ai magistrati che, a vario titolo, sono coinvolti nella vicenda della cosiddetta’ famiglia nel bosco’, in particolare al presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano.
Lo ha fatto nel corso della presentazione della relazione sull’amministrazione della Giustizia in Abruzzo, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario all’Aquila.
“A prescindere da ogni considerazione sulle ragioni, a volte imperscrutabili, che inducono i mass media a concentrare la propria attenzione ora sull’una ora sull’altra vicenda giudiziaria, e sull’opportunità di celebrare nei salotti televisivi una giustizia parallela e alternativa a quella che si celebra nelle aule giudiziarie, – scrive Riga nella relazione -, non si possono non stigmatizzare gli attacchi di cui sono stati vittime i colleghi chiamati, a vario titolo, a pronunciarsi sulla vicenda, a cominciare dalla presidente del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, fatta oggetto di insulti e minacce di ogni genere”.
Nel novembre scorso con apposita ordinanza il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto la sospensione della potestà genitoriale a una coppia che viveva con i tre figli minori in un casolare privo di utenze in un paese della provincia di Chieti. I tre bambini sono stati trasferiti, e vivono tuttora, insieme alla madre, in una casa famiglia.
Secondo Riga gli attacchi ai magistrati sono “segno di un processo di progressivo imbarbarimento dei rapporti sociali che sembra, ahimé, inarrestabile e che l’accesso incontrollato all’uso dei social da parte della collettività ha amplificato in modo esponenziale. Alla dottoressa Angrisano e a tutti i colleghi, sia del Tribunale per i Minorenni sia di questa Corte, che sono stati chiamati a pronunciarsi sulla vicenda va, pertanto, la nostra piena e incondizionata solidarietà”.
Intanto ieri c’è stato il colloquio di due ore e mezza con la psichiatra Simona Ceccoli con i coniugi Trevallion, i quali hanno ribadito da un lato le loro convinzioni e dall’altra hanno confermato i passi avanti fatti da qualche tempo verso le richieste della procura dei minori. Scuola e salute in particolare: è stata infatti accolta ad esempio la maestra a casa per ovviare alle lacune formative dei bimbi mentre Catherine e Nathan hanno manifestato l’intenzione di completare il ciclo vaccinale sui figli.
Lo riporta il Corriere della Sera, sottolineando che i due coniugi abbiano parlato senza filtri né timori, messi a loro agio dalle capacità di ascolto dell’esperta e che, grazie anche ai due traduttori presenti, hanno potuto intraprendere un discorso compiuto sugli obiettivi e ideali di vita. Presenti all’incontro anche gli avvocati della coppia, Marco Femminella e Danila Solinas, più il consulente e psichiatra Tonino Cantelmi.





