L’AQUILA – Sono in tutto 1.117 le fideiussioni false emesse in tutto il territorio nazionale da Confideuropa S.c.p.a., confidi non autorizzato con sedi all’Aquila e Colleferro (Roma), scoperte dalla Guardia di finanza del capoluogo abruzzese che, come richiesto dal pm Stefano Gallo e su provvedimento del gip del tribunale ha eseguito quattro misure cautelari, un arresto in carcere e due ai domiciliari oltre a un divieto dell’esercizio temporaneo dell’attività.
Gli arrestati sono Luigi Cupillari, 53 anni, dell’Aquila, amministratore delegato, in carcere; Giuliano Marchetti, 74, di Roma, presidente del Collegio sindacale, e Renato Scrinaglio, 76, nato a Torino ma residente all’Aquila, presidente del Consiglio d’amministrazione, ai domiciliari.
La quarta persona coinvolta è Angelo Abbate, 67, di Castelvetrano ma residente a Roma, nella sua qualità di sindaco supplente della Confideuropa, il quale ha ricevuto il divieto temporaneo a svolgere attività professionale.
Delle 1.117 polizze, 771 sono state emesse nei confronti di privati e 346 nei confronti di enti pubblici. Sono 57 quelle che non è stato possibile escutere da parte dei contraenti privati e 18 da parte di enti pubblici.
Tra questi ultimi ministeri, prefetture e Regioni e Comuni, tra cui l’Abruzzo, il Trentino, la Sicilia e l’amministrazione comunale dell’Aquila.
A tale proposito, le Fiamme Gialle hanno sottolineato che “la spregiudicatezza degli indagati emergeva in tutta la sua evidenza nel momento in cui veniva tentata l’escussione della garanzia, quando, quindi, per evitare la scoperta del meccanismo criminale, tentavano, con scuse di varia natura, di dilazionare nel tempo il pagamento nei confronti del garantito, continuando, medio tempore, a vendere nuove polizze e a incassare nuovi premi”.
Sempre stando alle indagini, i finanzieri hanno scoperto “un’elevatissima sinistrosità, evidentemente dovuta al fatto che gli indagati, attraverso la Confideuropa, avendo interesse esclusivo all’incasso del premio, avevano rilasciato le polizze senza operare alcuna verifica preliminare sul contraente, per altro non consociato, né alcuna istruttoria sulla solvibilità dello stesso, contrariamente a quanto prevede la normativa di settore e, comunque, a quanto di routine effettua ogni istituto di credito o compagnia assicurativa”.
Nel corso delle investigazioni, i finanzieri hanno scoperto e acquisito presso le sedi della società nonché presso il domicilio di alcuni indagati copiosissima documentazione sulle fideiussioni emesse dalla società oltre che l’elenco dei consorziati.
Le numerose acquisizioni documentali e testimoniali hanno permesso, inoltre, di accertare che le assemblee della società non si erano mai effettivamente tenute, specie quelle sul ripianamento delle perdite sul quale sono infatti state, solo formalmente, coinvolte società fallite o sottoposte a sequestro e gli aumenti di capitale sociale effettuati attraverso la costituzione di un fondo di garanzia consortile, per un valore nominale pari a quasi 10 milioni di euro, in cui confluivano i crediti “fittizi” delle medesime società fallite o sequestrate.





