L’AQUILA – Facevano ottenere il visto d’ingresso a immigrati irregolari fingendo di assumerli nella ditta agricola di cui uno dei due è titolare.
Sono stati arrestati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina Antonio Scipioni, 42 anni, imprenditore agricolo di Avezzano e Khalid Mahmod, pakistano di 35 anni, fermato a Porto Recanati (Macerata).
Le ordinanze di custodia cautelare sono state richieste dal sostituto procuratore David Mancini e disposte dal Gip Marco Billi, mentre i dettagli dell’operazione sono stati resi noti dal capo della Mobile, Domenico Farinacci, nel corso di un incontro con la stampa.
Il meccanismo criminale è stato scoperto grazie alle indagini della squadra Mobile del capoluogo, supportata dai poliziotti del commissariato di Avezzano.
Il modus operandi e la tipologia di reato è lo stesso dell’operazione che a fine maggio ha portato a 18 arresti, sempre nella Marsica, ma si tratta di due filoni diversi.
Anche in questo caso gli arrestati, entrambi colpiti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, procuravano l’ingresso degli immigrati dietro il pagamento di 9 mila euro per ciascun immigrato. In particolare era il signor Scipioni a occuparsi delle false attestazioni di assunzione, mentre il compito di Mahomod era reclutare gli immigrati.
Con questo meccanismo sono riusciti a entrare una trentina di immigrati nel territorio italiano.
Una volta entrati, però, alla richiesta dei nulla osta per le assunzioni non seguiva nessuna azione concreta. In questo modo gli extracomunitari soggiornavano in Italia in condizioni di irregolarità.
“È opportuno – ha sottolineato Farinacci – che questo tipo di situazioni vengano divulgate. Chiunque, che sia imprenditore o una semplice persona che voglia regolarizzare colf o bandanti, che si presti ad attività di questo genere, risponde di un reato molto grave, cioè favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Non è una cosa da sottovalutare in termini di responsabilità penale”.
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