L’AQUILA – Il giudice per le udienze preliminari del tribunale dell’Aquila, Guendalina Buccella, ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio della Procura della Repubblica per gli 8 imputati nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento della società consortile “M&P”, che gestiva il megaparcheggio di Collemaggio del Comune e i parcheggi a raso per un totale di 1072 stalli. E, dopo aver respinto tutte le eccezioni delle difese, ha fissato una udienza assai vicina, addirittura il 3 dicembre prossimo, per il processo per bancarotta fraudolenta che si terrà davanti al tribunale in composizione collegiale.
A processo, dunque, gli imprenditori e professionisti Lorenzo Santilli, 67 anni, aquilano, ex presidente della Camera di commercio dell’Aquila; il fratello Mauro Santilli, 63 anni; gli avvocati Pierluigi Marramiero, 45 anni, di Pescara e Antonio Pimpini, 60 anni, di Chieti; Danilo Di Costanzo, 61 anni e Alfiero Marcotullio, 65 anni, di Chieti; Antonio Vittorini, 65 anni, e Raffaele Natuzzi, 62 anni, dell’Aquila.
Per l’accusa, tutta da provare, gli imputati, “avrebbero distratto fondi amministrando la M&P, provocando il dissesto della società e omettendo di annotare 2 milioni e 600mila euro dal passivo fallimentare”. Il solo Lorenzo Santilli avrebbe agito “in qualità di amministratore di fatto dell’azienda”, fallita nel 2022 con un passivo di 7 milioni 600 mila euro. Per l’accusa, “i fratelli Santilli, Vittorini e Di Costanzo avrebbero dissipato il credito di 190mila euro della società fallita nei confronti dei soci Geser, riferibile a Santilli Mauro, della Felici costruzioni, riferibile a Santilli Lorenzo, e Blu Parking, riferibile ad Alfiero Marcotullio, adottando una delibera di riduzione del capitale societario”. In particolare, l’8 agosto 2019, «qualche mese prima che la M&P fallisse, il cda ha approvato la riduzione del capitale del Fondo consortile da 500mila a 10mila euro”.
Secondo il pm “i soli Lorenzo Santilli e Marcotullio distraevano dalle casse della società 200mila euro a favore della Ecoesse, senza causale e giustificazione commerciale”. Le indagini hanno preso il via dopo la richiesta di fallimento avviata dal Comune dell’Aquila nei confronti della M&P. La magistratura contabile ha aperto un’inchiesta parallela per “danno erariale quantificabile in 218mila euro ai danni del Comune dell’Aquila”. Tra i creditori figurano, tra gli altri, il Comune dell’Aquila (1,4 milioni di euro), quello di Teramo (1 milione 36mila), l’Agenzia delle entrate (1 milione 34mila).
Gli imputati sono assistiti dai legali Massimo Santarelli, Stefano Di Salvatore, Francesco Camerini, Antonella Taraborrelli, Augusto La Morgia, Goffredo Tatozzi, Fabiano Desiderio.





