L’AQUILA – Far conoscere e valorizzare il territorio, le tradizioni, le eccellenze e i prodotti tipici delle aree interne abruzzesi, muovere il mondo imprenditoriale in modo sinergico e con una mentalità di territorio che superi ogni residuo campanilismo ancora esistente e che segua un modello di sviluppo condiviso, aumentando i servizi e le infrastrutture di collegamento con i bacini di riferimento, come Roma e Pescara.

Questi i temi al centro del dibattito che si è tenuto, domenica 11 marzo, presso la chiesa di San Sebastiano a Corbellino, Fagnano Alto (L’Aquila), sul fil rouge “Fare Impresa nei piccoli comuni montani, esperienze a confronto”.

Questo incontro è la prima iniziativa di una serie di manifestazioni che si terranno nei prossimi mesi e fa parte di un progetto denominato “Paesaggi lenti”, pensato dalle amministrazioni comunali di Acciano, Fagnano Alto, Fontecchio, Poggio Picenze, San Demetrio né Vestini, Tione degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo, in provincia dell’Aquila e organizzato dalle cooperative Sherpa e Ilex.

Al tavolo erano presenti i sindaci di Fagnano, Francesco D’Amore, e di San Demetrio, Silvano Cappelli, in rappresentanza del territorio dell’area omogenea 8 e gli imprenditori della valle Subequana.

Al dibattito sono intervenuti gli imprenditori Manuela Cozzi, Nicola Ursini, Domenico Cerasoli, Mariaelena Napodano, Gianluca Furore, Alessio Di Giulio, Igor Antonelli, Letizia Cucchiella, che hanno raccontato la loro esperienza evidenziando comuni problemi e soluzioni.

“I problemi sono rappresentati da un’eccessiva burocrazia, che spesso non dà risposte e indirizzi alle nuove forme imprenditoriali, i servizi che sono scadenti e non a misura di territorio, dalla politica che risponde ‘fuori tema’, distribuendo risorse dove non servono, dalla mancanza di collaborazione fra imprenditori stessi ognuno chiuso a coltivare il proprio orticello, dalla ricostruzione che non tiene conto di chi sul territorio opera e lavora, dal parco che non funziona”, scrivono i sindaci in una nota congiunta.

“Le forze messe in campo sono le più diverse e innovative: turismo esperienziale, turismo verticale, utilizzo di un marchio rappresentativo del territorio (zafferano e tartufi), oasi naturalistiche, trekking con gli asini, associazionismo di scopo, ristorazione a km 0, bioagriturismo; attività portate avanti con molta passione e con pochi ricavi”, prosegue la nota.

“Emerge sempre la stessa necessita: quella di fare rete, di comunicare, di collaborare, di creare un’offerta articolata, di promuoversi all’esterno. Su questo argomento il comune di San Demetrio ha ribadito che un ruolo centrale in questo processo lo avranno le Grotte di Stiffe, che si avviano a diventare quello che devono essere: un volano economico a cui agganciarsi – aggiungono i sindaci – Altre iniziative potrebbero stimolare il mercato immobiliare  approfittando dei prezzi bassi e del fatto che acquistando un rudere lo si vedrà riqualificato con la ricostruzione all’ 80 per cento, ampliando l’offerta dell’ accoglienza”.

Nel dibattito Stefano Cardelli ha evidenziato come “anche altri territori, vedi le baronie del Gran Sasso, si stanno muovendo nella stessa direzione e che è ora di smetterla di piangersi addosso e di fare massa critica fra gli imprenditori in modo da essere ascoltati e da riprendere in mano il proprio futuro”.

Infine i sindaci di Fagnano e San Demetrio hanno auspicato che “da questo incontro nascano sinergie nuove e tavoli perenni di confronto tra amministrazioni comunali e imprenditori per stimolare nuove iniziative  eliminando così tutte le criticità evidenziate nel dibattito dagli imprenditori intervenuti”.