L’AQUILA – Il suo ultimo successo è uno spettacolo teatrale che pochi giorni fa ha fatto sosta anche al teatro Comunale di Teramo, e sta toccando tantissime città d’Italia.

Lo spettacolo è “Le allegre comari di Windsor” di William Shakespeare, con Leo Gullotta, e l’attore di cui si sta parlando è un giovane di origini abruzzesi: Fabrizio Amicucci, 33 anni.

Sto lavorando con il teatro Eliseo di Roma – ci racconta – e in questo periodo sto girando l’Italia per lo spettacolo di Shakespeare, insieme al grande Gullotta, con cui è un vero piacere lavorare.

E nelle scorse settimane hai fatto tappa in Abruzzo, la tua regione di origine.

Sì, abbiamo fatto tre serate a Teramo e per me è stato un vero piacere. Anche se sono nato a Roma , mio nonno era di Magliano dei Marsi (L’Aquila). Poi, in seguito al terremoto di Avezzano del 1915 si è trasferito a Roma, ma comunque mi sento un po’ abruzzese, e in effetti lo sono.

Tornando allo spettacolo che sta riscuotendo grande successo, che ruolo hai?

Io interpreto Abramo Slender, un dandy inglese a cui vogliono dare in sposa la figlia di una delle comari. Ma lui pensa solo al golf, al divertimento e non è interessato a lei. Lei, dal canto suo, è innamorata di un’altro, e alla fine vince l’amore.

E invece nella tua vita reale? Vince l’amore o il lavoro?

Ho avuto due storie importanti, l’ultima è finita circa un anno fa. È difficile riuscire a conciliare amore e lavoro nel mio caso, visto che fare l’attore mi porta a stare spesso lontano da casa. Però credo nell’amore e nella famiglia.

Hai mai avuto storie con donne dello spettacolo?

Non mi è mai capitato, e non so se accadrà mai. Preferisco una donna che sia al di fuori di questo mondo, perché quando non lavoro stacco la spina, e voglio che la mia vita privata sia davvero privata.

Ma torniamo alla tua carriera da attore di teatro, già brillantissima per avere 33 anni.

Ho iniziato da piccolo a livello amatoriale, ma non avrei mai pensato di riuscire un giorno a diventare un professionista.

E quando hai iniziato a capire che forse stavi per farcela?

Nel 2008 ho recitato alla “Commedia degli orrori”, sempre di Shakespeare, con la regia di Fabio Grossi e la direzione artistica di Gigi Proietti. È stato il mio debutto da protagonista, con un successo grandissimo a Roma.

E gli incontri più importanti della tua carriera?

Sicuramente Fabio Grossi, regista dello spettacolo “Le allegre comare di Windsor” e anche della “Commedia degli orrori”, e poi Cesare Lievi, importante anche lui per la mia carriera.

Nel tuo curriculum vanti anche esperienze televisive e non solo.

Si ho recitato a “Un medico in famiglia”, “Io e mamma” con Stefania e Amanda Sandrelli, “La stagione dei delitti “ con Barbara De Rossi, “La squadra” e poi Piper con Valeria Marini. Ho lavorato anche molto nel doppiaggio e per le pubblicità.