“La relazione preliminare sull’impatto dell’impianto Eni di Ortona, redatta dal prestigioso istituto Mario Negri, di cui si sono avute oggi alcune anticipazioni, non lascia più spazio a chi pensava, magari in buona fede, che la realizzazione dell’impianto di estrazione mineraria non avesse effetti devastanti per un’area di grande prestigio regionale”, è quanto afferma il capogruppoo IdV al Consiglio regionale d’Abruzzo, Bruno Evangelista in merito ai nuovi dati emersi dalla relazione dell’Istituto di ricerca Negri. “Le risultanza di questo studio – aggiunge Evangelista – non hanno sorpreso certo gli amici di NaturaVerde, né chi, come me, da tempo porta avanti una battaglia decisa e convinta, dapprima isolata e poi sostenuta con crescenti convincimenti, che però ora chiede decisioni concrete senza tatticismi a una politica che spesso non decide. Rilancio l’invito ai colleghi consiglieri regionali perché sostengano ora, senza tentennamenti, il mio disegno di legge che tende a mettere al riparo, anche in futuro da rischi di saccheggio, aree particolarmente sensibili del territorio regionale e la stessa salute dei cittadini, come è per il caso del centro olii di Ortona”. “Nella relazione – chiosa il consigliere tollese – si afferma che verranno immesse sostanze inquinanti nell’atmosfera e per quanto riguarda in particolare l’anidride solforosa e il monossido di carbonio “che il livelli saranno superiori da 5 a 20 volte rispetto a quelli stimati dall’Eni e dall’analoga simulazione presentata dal documento d’impatto ambientale”. Quel che appare più inquietante è il rischio salute che in quanto tale non è certamente negoziabile con ristori di alcun genere”. “Non certamente trascurabile – aggiunge poi il capogruppo – è il danno economico sull’intero comprensorio per quel che riguarda, a seguito degli agenti inquinanti in atmosfera, l’acidificazione del terreno ed il consequenziale danno per le piante, in primis i vitigni che rappresentano una fonte di reddito importante dell’area chetino-ortonese. Per ciò che riguarda, infine, l’ambiente e il turismo pensiamo alla realtà della villeggiatura balneare di Francavilla e Ortona. L’impianto Eni rappresenterebbe un elemento distruttivo per le economie di queste due città e dell’intera costa”.
Fonte: Regione Abruzzo






