L’AQUILA – In vista delle elezioni europee del prossimo 25 maggio AbruzzoWeb ha incontrato uno dei candidati di Forza Italia nella circoscrizione Italia Meridionale: Enzo Rivellini, parlamentare europeo in carica, è stato eletto nel 2009 con circa 110mila preferenze personali.
Oggi che si ricandida, Rivellini di se stesso dice: “Prima di chiedere il voto presento il conto ai cittadini, spiego e sintetizzo le cose fatta in cinque anni a Bruxelles e Strasburgo. Il tutto unitamente al programma del prossimo mandato”.
Tra le sue iniziative gli abruzzesi ne ricordano una in particolare: il dossier sui fondi Ue destinati al post-terremoto. Come ha agito al Parlamento Europeo su questo problema?
La Commissione parlamentare per il Controllo del Bilancio ha approvato in via definitiva gli emendamenti da me proposti al discarico della Commissione che ancora insisteva sulla restituzione dei fondi Ue utilizzati per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo, da parte dell’Italia. La linea intransigente di quanti hanno insinuato una cattiva gestione e malversazioni nella gestione aquilana delle sovvenzioni dell’Unione, Søndergaard e successori (Kari), è stata sconfessata una volta per tutte.
Nello specifico quali sono stati i suoi emendamenti?
Sono stati soppressi i paragrafi denigratori espressi nei confronti dell’Italia e sono state chiarite e difese le posizioni e le esigenze del territorio terremotato.
Lo considera un ottimo risultato?
Assolutamente sì, sono orgoglioso di aver difeso l’Abruzzo e l’Italia in questa battaglia di verità e legalità. Naturalmente ora l’impegno proseguirà nel quinquennio 2014-2019 per tutelare al meglio gli abruzzesi e in particolare le popolazioni e i luoghi sconvolti dal sisma.
Quali gli impegni per il prossimo quinquennio?
In primis continuerò a battermi per lo Statuto Europeo dei Lavoratori: servono regole simili nei 28 Paesi Ue per una corretta concorrenza. Inoltre occorre abolire l’attuale formazione professionale e indirizzare i Fondi direttamente alle aziende. Infine servono nuove regole per i fondi Ue: c’è bisogno di dare la possibilità a Comuni e Associazioni di categoria di accedere ai contributi.
Andando oltre le istanze del Sud, quali altre idee per l’Italia in Europa?
Due proposte su tutte: rinegoziare le regole che l’Ue ci ha imposto, modificando da subito Fiscal Compact e Patto di Stabilità. L’Europa deve trasformarsi in opportunità e non essere solo e sempre un vincolo per i territori e le Comunità.





