L’AQUILA – “Dall’estrema sinistra all’estrema destra, le porte del mio ristorante sono aperte a chiunque voglia organizzare una cena elettorale”.
È quanto dichiara ad AbruzzoWeb Daniele D’Angelo, consigliere comunale dell’Aquila di Benvenuto Presente, che in questi giorni è finito nel calderone delle polemiche per l’incontro elettorale organizzato nel locale di cui è titolare “Parkeller”, a Collebrincioni, del pronipote del Duce, candidato di Fratelli d’Italia alle prossime europee del 26 maggio, Caio Mussolini.
Per D’Angelo, “bisogna scindere il mio ruolo politico-amministrativo dal mio lavoro come imprenditore”.
Inoltre “Alessandra Mussolini ha frequentato molte volte il mio locale e non ci sono state tutte queste polemiche e non capisco il perché – aggiunge – In ogni caso non voglio far pesare alle nuove generazioni fatti accaduti quasi 100 anni fa”.
Infine, D’Angelo invita tutti “alla serità e al lavoro, con l’unico scopo di costruire una città migliore”.
A scagliarsi contro l’appuntamento elettorale Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione comunista – Sinistra Europea, che in una nota ha precisato: “Mussolini è il cognome di un assassino. Il nipote chieda almeno scusa per i crimini del nonno”.
La visita aveva sollevato polemiche già da parte dell’Associazione nazionale Partigiani d’Italia (Anpi) dell’Aquila e del circolo aquilano di Sinistra italiana, che nei giorni scorsi sui social ha scritto: “ora sappiamo dove non andare mai a cena”.
Inoltre, per l’Anpi, “La memoria dei Nove Martiri, tra gli aquilani e nei cittadini di Collebrincioni, sarà la più degna risposta alla triste presenza di qualche nostalgico ignorante, che forse avrebbe preferito vivere nella miseria e sotto il tallone nazista, piuttosto che nell’Italia libera e democratica che la Resistenza e il sacrificio dei nove giovinetti hanno contribuito a costruire”.
“Gli eredi del fascismo, gli eredi di quell’eccidio, troveranno domani – ad accoglierli a Collebrincioni – la memoria viva di quei ragazzi, la storia di nove veri patrioti, il ricordo della loro bontà, del loro coraggio, della dignità con cui si sacrificarono per riscattare l’Italia dalla vergogna fascista”, si legge infine nella nota. (a.c.p.)





