CITTA’ SANT’ANGELO – “Certe tragedie non dovrebbero accadere”.
Sa si cosa parla il sindaco di Città Sant’Angelo (Pescara), Gabriele Florindi.
L’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio Paolelli di Tagliacozzo (L’Aquila), che ieri ha causato la morte di tre persone, ha risvegliato nel Pescarese il ricordo di quella drammatica mattina del 25 luglio 2013, giorno in cuia Villa Cipressi di Città Sant’Angelo esplose di una fabbrica dei fuochi d’artificio dei fratelli Di Giacomo. In quell’occasione persero la vita il piccolo Alessio Di Giacomo, 22 anni, suo papà Mauro Di Giacomo, Federico Di Giacomo e Roberto Di Giacomo, i cui corpi dilaniati furono trovati tra la cenere e le macerie di quanto rimaneva di quella attività nella quale si lavorava da generazioni e la cui esplosione sventrò un’intera collina.
“Sono molto vicino alle famiglie delle vittime della tragedia di Tagliacozzo e all’amministrazione del Comune, è situazione drammatica che ho vissuto anch’io lo scorso luglio le parole di Florindi – ma dico anche che incidenti come questo non dovrebbero assolutamente accadere, eppure non è così. La cosa che trovo ingiusta è che persone che lavorano onestamente debbano perdere la vita in un modo così assurdo”.
“Sono ferite impossibili da curare – aggiunge il primo cittadino – ecco perché noi a Città Sant’Angelo ricordereremo sempre quella tragica giornata di un anno fa, quello scenario di guerra. Facciamo questo e continueremo a farlo per evitare che accada di nuovo”.
“In queste occasioni, però, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e tutti coloro che lavorano con coraggio e costanza anche nelle situazioni più estreme per mettere in sicurezza le persone, lavorano con estrema serietà. A loro va il ringraziamento più grande, ancora ho negli occhi il grande impegno con cui hanno lavorato nella tragedia di Villa Cipressi”.




