L’AQUILA – Raccontano i bene informati che quando il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha visto che a Montesilvano (Pescara) pensavano di nominare Nduccio assessore comunale abbia mormorato: “Maledetti, vogliono rubarmi la scena”.
Ma è stato solo un attimo di dubbio, perché il suo colpo di teatro è troppo più grande, è destinato a fare scalpore in ambito nazionale e internazionale e a vivacizzare, anche con un pizzico di pepe, l’ultimo anno di legislatura regionale che volge al termine, puntando il pres direttamente alla rielezione.
Rocco Siffredi nuovo assessore regionale alla Cultura.
Eccolo, anticipato in esclusiva assoluta da AbruzzoWeb, l’asso nella manica del governatore: una mossa ardita che spazzerà via le voci annose (e anche un po’ noiose) che si rincorrono praticamente da due anni di un rimpasto all’interno della Giunta.
Oggi, 1° aprile, è atteso l’incontro dal vivo tra i due protagonisti che fin qua si sono sentiti solo al telefono, arrivando al fatidico sì. Oggi si guarderanno negli occhi, presidente da un lato, ex pornoattore e futuro assessore dall’altro. Ma non si pensi a un vertice istituzionale e ingessato nei palazzi della politica aquilani o pescaresi. Tutt’altro.
Secondo quanto apprende questo giornale da fonti riservatissime, infatti, l’accordo sul mandato e sui poteri del nuovo e singolare componente dell’esecutivo di centrodestra sarà siglato a ora di pranzo presso un ristorante periferico dell’Aquilano.
Confondendosi tra gli avventori di Pasquetta, magari in una saletta riservata, Chiodi e Siffredi ufficializzeranno l’impensabile intesa.
È caccia aperta tra i cronisti, fotografi e videomaker per cercare di carpire il posto esatto. Un’informazione, questa, assolutamente top secret e che neanche l’instancabile lavoro di insiding di questo giornale è riuscito (al momento) a far trapelare.
Nel primo pomeriggio, poi, è atteso un comunicato stampa con l’ufficializzazione della nomina e l’annuncio di una conferenza stampa, che costringerà i malaccorti cronisti reduci dalle abbuffate pasquali che non ci avranno letto a rimettere mano alle impaginazioni dei giornali e stravolgere le scalette dei tg per fare posto alla nuova, ingombrante notizia.
La news, come si può immaginare, sarebbe dovuta restare del tutto sotto traccia proprio fino alla nota ufficiale che arriverà dall’ufficio stampa, ma una gola profonda attendibile poiché vicinissima al governatore ha cantato come un cardellino e così AbruzzoWeb può offrire ai suoi lettori questa fragorosa primizia.
Secondo quanto si è appreso sui piani di Chiodi, la nomina di Rocco, che va considerata tecnica e senza alcun vessillo politico, servirà a rivitalizzare un settore che patisce la carenza di fondi e i tagli in bilancio.
Viene chiesta al titolare della delega una personalità caleidoscopica in grado di emergere e primeggiare per tutelare gli operatori, anche in risposta alle loro istanze. Sulla base degli incartamenti riservati diffusi, avrà un ufficio tutto suo a Pescara, con vista mare e tutti i comfort.
Ma dovrà lavorare sodo sotto l’occhio attento e critico del presidente, che non vuole rischiare figuracce e a tavola lo dirà chiaro e tondo: non saranno ammessi colpi di testa, ma solo pulsioni positive. In questo senso, filtra dai corridoi di palazzo Silone, ci sarebbe già una prima protesta dei mariti delle dipendenti che temono che il biondo possa esercitare il suo fascino. Mobilitazione stroncata sul nascere: il passato da tombeur de femmes di Siffredi resterà fuori dalla porta.
Certo è che Rocco Antonio Tano, 48 anni, originario di Ortona (Chieti) è apparso in oltre 1.500 pellicole per adulti e risulta difficile immaginare come possa andare a rappresentare la Perdonanza o le istanze del Marrucino. Ma il governatore è pronto a metterci la mano sul fuoco.
Quello che ha colpito, si lascia sfuggire un esponente dello staff, sono state la sfrontatezza e la capacità comunicativa di Rocco anche nelle sue più recenti vesti di imprenditore, visto che ha investito nella viticoltura producendo un vino assieme a un altro vip abruzzese, l’ex pilota di Formula 1 Jarno Trulli.
A questo punto bisogna solo trovare un’uscita di sicurezza per Luigi De Fanis, che ha lavorato con impegno per anni e si vede ora almeno temporaneamente scavalcato: per Chiodi è una risorsa perciò gli verrà trovato un nuovo incarico.
Svariate le ipotesi sul tavolo: dal dragaggio, ancora in cerca di una guida sicura, alla sanità, visto che tra l’altro De Fanis è originario di Fara San Martino, patria della dieta mediterranea, e negli ultimi mesi ha saputo trovare una forma fisica invidiabile.
Ma queste sono questioni che verranno affrontate successivamente alla novità principale. A palazzo Silone sta per cominciare l’ora di Rocco.






