L’AQUILA – Sulla vicenda della cura con la tecnia del laser di emorroidi e vene varicose riceviamo e pubblichiamo la nota del dottor Alessandro Mastromarino, chirurgo vascolare, che replica alle affermazioni  direttore del reparto di Chirurgia vascolare dell’ospedale dell’Aquila, professor Carlo Spartera.

LA NOTA

Anche se il commento in calce a quello a firma  del professors Spartera è già sufficientemente esplicativo del mio  pensiero in merito, mi sento in dovere, a garanzia dei lettori, di fare alcune considerazioni e precisazioni  relativamente  a quello che ha tutti i toni di un attacco esclusivamente personale e per certi versi di contenuto palesemente diffamatorio .

Detto ciò, non ritenendo il giornale la sede adatta a tutelare la mia professionalità (né tantomeno a risolvere con inutili polemiche questioni personali), per il momento mi limiterò a replicare.

Preliminarmente, giova precisare che il professor Spartera non  ha “risposto”e pesantemente “replicato” ad un articolo a firma di un collega “sconosciuto” (come potrebbe sembrare al lettore), visto che ha avuto modo di constatare la professionalità  del sottoscritto per ben  15 anni, che equivale al lasso di tempo (specializzazione compresa) in cui il ho lavorato al suo fianco presso l’Ospedale Civile San Salvatore .

Tanto basterebbe  per sapere perfettamente che il sottoscritto “improvvisato” nel suo lavoro, né tantomeno si è mai “cimentato” in attività senza averne le necessarie competenze, al contrario, ha sempre operato nel pieno della professionalità ed onestà.

Solo per precisione, la laurea e l’abilitazione conseguiti  presso l’Università di Ferrara, (la più antica Università di Medicina di Europa) consentono legalmente e moralmente (oltre che nel pieno rispetto della deontologia medica) di  esercitare la professione a 360 gradi, unitamente alle specifiche competenze acquisite grazie anche al costante  aggiornamento medico-scientifico (basterebbe leggere il mio curriculum).

Tra l’altro  francamente mi sorprende leggere che proprio il Primario dell’unità operativa di chirurgia vascolare dell’Aquila oggi addebiti al sottoscritto la mancanza di “competenze specifiche” nel campo quando proprio nel Suo reparto è presente chi , nonostante operi con competenza e professionalità, manca proprio della specializzazione in chirurgia vascolare. E questo è un dato.

Venendo al dunque, è palese che il professor Spartera abbia messo in forte  dubbio le mie competenze riguardo al trattamento laser delle emorroidi senza conoscere  il mio corso di studi in materia né tantomeno essere lui stesso competente  specificatamente nella  metodica descritta. 

Per opportuna conoscenza ed aggiornamento del mio percorso, ritengo doveroso informare i lettori (e di riflesso anche il professor Spartera) che il sottoscritto, forte della lunga esperienza nei trattamenti laser  e nell’utilizzo del Doppler ,  ha semplicemente “allargato” il già ricco campo delle sue competenze , con corsi specialistici, conseguendo tanto di attestato,  per il solo trattamento laser delle emorroidi con Tecnica HeLP.

E’ questo infatti un tipo di tecnica chirurgica di trattamento molto particolare che richiede competenze specifiche di Laser e di Doppler, uno dei motivi per cui i Proctologi mal si avvicinano a questa tecnica.

E’ solo grazie alle competenze (teoriche e pratiche) acquisite durante i corsi  espletati dal Ricercatore che ha inventato  questa  metodica (Dott.Giamundo Paolo che esercita a Cuneo presso l’Ospedale Santo Spirito)  che ho appreso altresì  tutto quello che concerne l’iter diagnostico e terapeutico pre e post-operatori necessari per praticare la tecnica “HeLP”.

Il dottor Mastromarino non si è mai “spacciato” come “Proctologo” né tanto meno si è mai permesso  di eseguire interventi chirurgici proctologici tradizionali (seppur legalmente non vietati al sottoscritto), proprio in conformità alla deontologia professionale che ho sempre rispettato.

L’articolo,  che evidentemente ha  dato tanto “disturbo” , non aveva assolutamente lo scopo di “boicottare” “la sanità pubblica”, come correttamente evidenziato nel commento del giornale, bensì proprio l’opposto, visto che  ha informato gli utenti  della concreta possibilità di eseguire l’intervento descritto, assolutamente all’avanguardia, in convenzione con il Servizio sanitario nazionale (cioè Sanità Pubblica) cosa possibile solo in pochissimi Centri in Italia.

Pertanto, è proprio l’essersi concentrati a  “screditare” la professionalità del sottoscritto (anziché dare rilievo all’informazione medica), a dimostrarsi pura violazione delle comuni regoli deontologiche (oltre che di colleganza) e non solo. Ognuno tragga le proprie conclusioni.