L’AQUILA – “La legge elettorale per le prossime Regionali si deve approvare entro il prossimo 15 giugno altrimenti si rischia di andare alle elezioni con il listino e sarà il centrosinistra ad assumersene la responsabilità per la questione delle soglie”.
È la denuncia del presidente della commissione speciale per la Legge elettorale e per le modifiche e l’attuazione dello Statuto, il consigliere regionale del Popolo della libertà Lorenzo Sospiri, sulla riforma elettorale oggi nell’aula del Consiglio all’Emiciclo.
Una riforma che non potrà essere più approvata quando si sarà entrati negli ultimi 6 mesi di consiliatura.
“Il centrodestra ha trovato l’intesa e risolto i problemi, i dissidi sono tutti nel centrosinistra”, afferma.
“La bozza della legge – spiega poi – prevede un minimo del 4% per le liste fuori dalla coalizione, e del 2% di quelle che sono in coalizione per esprimere consiglieri. Un’ipotesi che sta bene al Partito democratico, mentre Rifondazione comunista vorrebbe soglie rispettivamente del 6 e 3%”.
In particolare, aggiunge Sospiri, “ci sono 500 emendamenti del Pd e 500 del Prc che si fanno ostruzione e opposizione a vicenda. Ma la legge va approvata”.
Sospiri era già intervenuto poco tempo fa sulla legge elettorale per le Regionali, in particolare dopo il coordinamento Pdl seguìto alle elezioni politiche.
Sospiri attaccò il presidente Gianni Chiodi e il coordinatore regionale Filippo Piccone per il “tentativo di cambiare le modalità di elezione”, in particolare, da quanto si è appreso, eliminare il meccanismo delle preferenze per arrivare alle liste bloccate proprio come nel ‘porcellum’ nazionale.
“Tentativo finito male”, assicura oggi Sospiri.






