Da Alfonso De Amicis, esponente di lungo corso della sinistra di classe aquilana, riceviamo e pubblichiamo.

L’AQUILA – Il neoliberismo ha una fantasia illimitata. “L’avidità è giusta. Solo grazie a essa la disfunzionante società contemporanea potrà salvarsi”.

Cosi parlò Gordon Gekko, il rapace speculatore impersonato da Michael Douglas nell’iconico film Wall Street di Oliver Stone. Sullo stesso piano si è mosso Boris Johnson che in varie occasioni non ha fatto altro che ricordare che tutte le forme contemporanee di progresso sono nient’altro che il frutto dell’avidità capitalistica della fame del mondo che muove il mondo. Lo schema è stato riproposto a proposito della pandemia.

L’Inghilterra sarebbe stata cosi brava ed efficiente grazie alla mano invisibile del mercato e alla benevolenza di Big Pharma. La mano invisibile della competizione capitalistica sul libero mercato ci donerebbe non soltanto la prosperità, ma anche la cura contro le malattie.

A tale riguardo il primo ministro inglese omette di ricordare che i vaccini sono stati possibili grazie ad una ricerca pubblica con lauti finanziamenti statali dove la ricerca è avvenuta al Jenner Institute dell’Università di Oxford. Anche il suo partener privato AstraZeneca che ha prodotto il vaccino anti-Covid ha operato sotto copertura di fondi statali, cioè senza assunzioni di rischi.

Ora di fronte all’emergenza siccità il governo di Mario Draghi starebbe affrontando la questione della carenza d’acqua per il tramite di un urgente Dpcm. Qualcuno potrebbe dire finalmente! Ma è tutto vero? Tutto giusto? Ora la stagione non è delle peggiori e non è l’ultima.

Colpevolmente in questi anni abbiamo lasciato correre, non abbiamo mai preso di petto un problema più volte sollevato. Nella situazione data, La gestione dell’acqua è affidata al Servizio Idrico dei Comuni.

Ricordiamo per dovere di cronaca che l’ultimo referendum sull’acqua del 2011 chiariva definitivamente che la stessa doveva considerarsi un bene pubblico un bene comune inalienabile. I termini di quella vittoria sono stati sistematicamente disattesi da ambo gli schieramenti politici. In caso contrario a questa situazione data la gestione verrà affidata a un soggetto unico. Tenendo conto della linea del governo, è molto probabile che si tratti di un gestore privato, magari sotto forma di Spa con azionariato misto pubblico\privato, come Acea.

Insomma con la scusa dell’emergenza si vuole affossare definitivamente l’esito del referendum e si vogliono imporre le visioni di Boris Johnson anche se palesemente false messe in evidenza da elementi empirici e fattori scientifici noti a tutti. Va ricordato come nella nostra città, pur in presenza di numerosi sorgenti in tempi ormai remoti, Furono presentate diverse soluzioni tecniche per risolvere situazioni annose sia sulla questione dell’acqua per uso irriguo che a scopo domestico; ma, come spesso accade non solo all’Aquila, la politica ormai in via di disfacimento preferisce guardare altrove, oppure guardarsi l’ombelico.