L’AQUILA – “Il velivolo è arrivato e senza nemmeno spegnere le pale, ha caricato il ferito. Al ritorno ha fatto un percorso diverso dal precedente, dopo pochi minuti c’è stato lo schianto sulla montagna. È stata una tragedia terribile, non si sa che cosa sia accaduto, il pilota aveva fatto quel tragitto centinaia di volte. Siamo molto addolorati, siamo vicino alle famiglie delle vittime”.

Luca Lallini, amministratore delegato della Campo Felice, spa che gestisce l’omonima stazione nel comune di Rocca di Cambio, racconta le tragiche fasi precedente alla sciagura a cui è andato incontro l’elicottero del 118 della asl dell’Aquila arrivato sulla stazione per trasportare un ferito sulle piste.

“L’intervento dell’elicottero è stato richiesto dal medico che ha visitato Ettore Palanca nell’infermeria degli impianti. Si era fatto male sciando nel campo scuola. Era stato trasportato in barella in infermeria, dove vista la frattura alla tibia e al persone, il medico ha chiamato il 118 – prosegue – È una procedura standard. Gli operatori hanno risposto che avrebbero mandato l’elicottero e a quel punto il nostro medico ha sottolineato la presenza di nebbia. Successivamente, hanno ritelefonato annunciando che dopo tre minuti sarebbe arrivato l’elicottero”.

Lallini non accetta il fatto che nel pomeriggio si sia criminalizzata la stazione che secondo alcuni sulla rete doveva restare chiusa per i fatti di Rigopiano: “È come se si dicesse che è colpa dell’autostrada se un’ambulanza che recupera un ferito, successivamente fa un incidente”, sbotta.

L’imprenditore non accetta le accuse di aver aperto la stazione senza che ce ne fossero le condizioni:

“Premetto che sono costernato per la tragedia di Rigopiano, se passa il principio che si deve chiudere in seguito a questi fatti gravissimi mi adeguo, però devono chiudere tutti – avvisa – Nella nostra stazione non ci sono problemi legati alle valanghe, sono state fatte verifiche accurate da parte del comune di Lucoli che ha chiuso la strada per permettere controlli da parte di esperti. Le montagne sono sicure, nessuno di noi è incosciente”.

Secondo Lallini, “oggi c’erano le condizioni per sciare, anche se il tempo,come accade spesso, è cambiato repentinamente, le piste sono sicure e quando apriamo ci sono le condizioni di sicurezza. Oggi c’erano tra le 800 e le mille persone – spiega ancora – Siamo i primi, essendo responsabili davanti alla legge, a non voler rischiare assolutamente anche davanti a pericoli potenziali. Noi sulle piste abbiamo carabinieri, forestale, soccorso alpino e nostre squadre per la sicurezza”.

L’imprenditore ricorda che “è dagli anni Settanta che stiamo cercando di fare turismo in un posto falcidiato dal terremoto, continuiamo perché crediamo che si possa ripartire. Noi diamo l’esempio dando 250 posti di lavoro”.

In riferimento ai soccorsi, Lallini conclude raccontando che “sul posto sono arrivati i nostri battipista che hanno trasportato anche i soccorritori. Abbiamo sperato fino alla fine che qualcuno si potesse salvare”. (b.s.)