L’AQUILA – Tira aria da resa dei conti dentro l’Unione di centro abruzzese dopo la debacle alle elezioni politiche, con il partito arrivato ai minimi storici a livello nazionale e locale e uno zero sullo score dei seggi conquistati in regione.

Obiettivo degli strali del capogruppo in Consiglio regionale, Antonio Menna, e del consigliere di amministrazione della Rai Rodolfo De Laurentiis, il vice presidente dell’Emiciclo Giorgio De Matteis, piazzato al numero due alla Camera dei deputati su indicazione diretta del leader della Vela, Pier Ferdinando Casini.

Una candidatura nata e cresciuta tra le polemiche, con una fetta consistente del partito, oltre a Menna e De Laurentiis anche il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, che ha incrociato le braccia e si è disinteressata della campagna elettorale.

Per De Laurentiis, De Matteis è “mister 1%”, con chiaro riferimento alla percentuale riportata dall’Udc in Abruzzo (l’1,75%, pari a 13.649 voti), mentre viene definito da Menna “confuso per la sonora bocciatura” ricevuta.

Il tutto nasce da un’intervista rilasciata da Gdm ad AbruzzoWeb, nella quale aveva bollato De Laurentiis come personaggio “patetico e ridicolo” e “un topolino che scappa quando la nave affonda”, e rivendicato l’appartenenza al centrodestra in polemica con Menna, che tempo prima lo aveva invitato a lasciare la maggioranza e i benefit derivanti dalla sua posizione di vice presidente del Consiglio. 

Un’intervista, tra l’altro, nella quale De Matteis non ha voluto anticipare il destino del suo futuro politico.

Toni accesissimi conditi da affermazioni al vetriolo. “È un caso clinico, visto lo sdoppiamento di personalità che lo porta con la sua solita arroganza e presunzione a non prendere atto del suo imbarazzante risultato elettorale decretato anche nella sua città”, scrive ancora De Laurentiis, cui fa eco Menna: “senza tessera né ruolo politico, prima minaccia di cacciarmi e ora si permette di indicare la linea politica dell’Udc. Evidentemente teme di lasciare la poltrona di vice presidente del Consiglio regionale e l’auto blu”.

De Laurentiis rivendica la fedeltà al progetto dell’Udc, al contrario di Gdm che abbandonò la Vela “per non aver ottenuto la candidatura alla Camera nel 2006”.

“Io, invece, sono rimasto nel partito anche quando sono stato cacciato dal parlamento con il gioco delle opzioni. Mi sono candidato poi da solo alla presidenza della Regione, sapendo di non poter essere eletto, per difendere il simbolo dell’Udc – aggiunge l’uomo Rai – mentre lui aveva già fatto un giro completo dell’arco politico Cdu, Ccd, Udc, Italia di mezzo, Italia di centro, Mpa, e scommetto che sta già passando a qualche altro partito che gli possa dare un riparo sicuro per le prossime regionali”.

DE LAURENTIIS: “DE MATTEIS MISTER 1%”

“Comincia a diventare un caso clinico non più politico visto lo sdoppiamento di personalità che lo porta con la sua solita arroganza e presunzione a non prendere atto del suo imbarazzante risultato elettorale decretato anche nella sua città”.

Dice De Laurentiis ad AbruzzoWeb.

“Comunque se incontrate mister 1% – aggiunge – ricordategli quanto segue: quando l’Udc era al 12% oltre a mister 1% c’erano quattro consiglieri regionali della provincia di Chieti, uno di Pescara e io come unico parlamentare, il primo degli eletti in Abruzzo (per risultato elettorale). Fu lui a lasciare l’Udc per non aver ottenuto la candidatura alla Camera nel 2006. Io, invece, sono rimasto nel partito anche quando sono stato cacciato dal Parlamento con il gioco delle opzioni. Mi sono candidato poi da solo alla Presidenza della regione, sapendo di non poter essere eletto, per difendere il simbolo dell’Udc mentre lui aveva già fatto un giro completo dell’arco politico Cdu, Ccd, Udc, Italia di mezzo, Italia di centro, Mpa, e scommetto che sta già passando a qualche altro partito che gli possa dare un riparo sicuro per le prossime regionali”.

E ancora: “in questa tornata elettorale non ho mai chiesto di essere candidato in parlamento con l’Udc, ma ho difeso una candidatura che fosse espressione della classe dirigente abruzzese dell’Udc e non offrisse spazio ad avventurieri che hanno solo preso! Vogliamo ricordare il suo assessorato ai Lavori pubblici?”.

“All’onorevole (gli attribuiamo lo stesso questo titolo come premio di consolazione) De Matteis, chiediamo una sola cosa prima che riprenda il suo peregrinare verso altri partiti: faccia pace con l’elettorato abruzzese smettendo di molestarlo ancora, con altre sue candidature”.

“Per ultimo – conclude – non mi sembra che il mio aspetto possa assomigliare anche lontanamente a quello di un topolino, a lui però sconsiglio di guardarsi allo specchio potrebbe trovare inquietanti somiglianze”.

MENNA: “È IN STATO CONFUSIONALE”

“Giorgio De Matteis è ancora in stato confusionale per la sonora bocciatura degli abruzzesi. Senza tessera né ruolo politico, prima minaccia di cacciarmi e ora si permette di indicare la linea politica dell’Udc. Evidentemente teme di lasciare la poltrona di vice presidente del Consiglio regionale e l’auto blu”.

Lo afferma il capogruppo all’Emiciclo dell’Udc, Antonio Menna.

“L’Udc in Regione Abruzzo è e resterà all’opposizione. De Matteis si metta l’anima in pace e si adegui. Sarà il prossimo congresso regionale con i delegati già eletti dalle assemblee provinciali a indicare la linea politica e scegliere la classe dirigente e non lui, neanche iscritto e campione di incoerenza (Cdu, Ccd, Udc, Italia di Centro, Mpa, Udc)”, aggiunge Menna ripercorrendo le formazioni nelle quali ha militato De Matteis.

“I dirigenti nazionali dell’Udc devono chiedere scusa ai dirigenti, iscritti ed elettori del partito in Abruzzo: l’Unione di centro esce ridimensionata, umiliata, un disastro, da questa campagna elettorale. Scelte sbagliate, candidati sbagliati, imposizioni dall’alto”.

“Scelte autorefenziali, mancanza di democrazia interna, mancanza di rispetto per le indicazioni  provenienti dalle regioni, dai territori e in Abruzzo con l’aggravante di aver umiliato una intera classe dirigente che nelle regionali aveva salvato l’Udc con un 5,6% e due consiglieri regionali eletti – prosegue sempre più polemico Menna – Fino a luglio i sondaggi davano l’Udc in Abruzzo tra l’8 e il 10 % e con De Matteis siamo quasi scomparsi: solo 1,8%”.

“Mi batterò – conclude – perché non scompaia un partito erede di una storia e una grande tradizione politica democratica cristiana. Difenderò lo scudocrociato, ora e sempre”.

TIBERTI: “RICUCIRE CON I ‘SANTI’ DE LAURENTIIS, MENNA E DI GIUSEPPANTONIO”

“Nel Consiglio nazionale dell’Unione di centro che verrà convocato a breve pregherò il segretario politico, Lorenzo Cesa, di tentare un recupero nei confronti dei quadri e dei dirigenti del partito che in questa fase sono stati estromessi sulla scelta delle candidature”.

Lo annuncia Sergio Tiberti, consigliere nazionale dell’Udc e docente dell’Università dell’Aquila, parlando del dopo-voto all’interno della Vela.

Tiberti contesta le candidature di Giorgio De Matteis come numero 2 alla Camera e Nicoletta Verì come capolista al Senato, entrambi non iscritti dal partito e provenienti l’uno dal Movimento per le autonomie, l’altra dal Popolo della libertà.

“Non sono stati individuati bene i candidati alla Camera e al Senato – sbotta Tiberti – purtroppo il tracollo che ha avuto in Abruzzo l’Udc e vede la lista Monti con il più basso quoziente italiano, ha visto il raggruppamento presentato dall’Udc e dall’Mpa alle scorse amministrative dell’Aquila scendere dal 20% al 4%”.

“Anche perché – aggiunge il prof – non si va in paradiso a dispetto dei santi, che sono Rodolfo De Laurentiis, Antonio Menna ed Enrico Di Giuseppantonio, che hanno tenuto in piedi il partito in momenti difficilissimi. Facendoli fuori era ovvio che avremmo abbassato la media nazionale”. (alb.or.)