CHIETI – L’Unione di centro del Chietino giocherà… a perdere nelle prossime elezioni politiche, adesso è ufficiale.
La notizia arriva al termine di un incontro di quadri e amministratori del partito che contestano le nomine dei capolista imposte da Roma su due non iscritti, Giorgio De Matteis e Nicoletta Verì, e una totale mancanza di coinvolgimento.
Due contestazioni che hanno fatto infuriare chi da quel territorio ambiva a un posto al sole: il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, che si è dimesso per essere candidabile salvo poi dover fare marcia indietro, e il capogruppo in Consiglio regionale Antonio Menna, che avrebbe visto uno scranno parlamentare come il coronamento della sua carriera politica.
Piani evidentemente saltati, e dopo le minacce e le riunioni oggi è arrivata la comunicazione ufficiale. Un comunicato stampa scritto con una forma e un linguaggio super formali, manco fosse una delibera, quasi a sottolineare la solennità dello scisma.
Prima “il Comitato e la Direzione provinciale di Chieti, i Sindaci, gli amministratori provinciali, comunali e degli enti pubblici locali” prendono atto della situazione, poi confermano “l’autosospensione da tutte le cariche all’interno dell’Udc a livello locale”, infine annunciano “il disimpegno nella campagna elettorale in vista delle Politiche”.
E a manifestare subito adesione a questa mossa, esprimendo “piena e completa solidarietà” è il presidente del partito per la Provincia dell’Aquila, Vicenzo Retico, a nome di “amici e amiche dell’Udc della Provincia dell’Aquila”.
La situazione è, però, più complicata di così. Sanno tutti che la Vela all’Aquila ha più di un anima, e tanto quanto Retico e i marsicani stanno con Rodolfo De Laurentiis, cui è inviso Gdm, altrettanto il segretario provinciale Morena Pasqualone e una bella fetta del partito nel capoluogo stanno proprio con il vice presidente del Consiglio regionale.
De Matteis in questi giorni ostenta una certa serenità e non sembra troppo preoccupato dell’“Aventino” dei Chietini, convinto com’è di potere da un lato recuperare consensi ricucendo dove potrà, e dall’altro sostituire chi vorrà a tutti i costi fuoriuscire con i “nuovi ingressi anche sorprendenti” che ha già annunciato alle telecamere di AbruzzoWeb.
Anche perché da Roma trapelano segnali a suo favore, vista l’esigenza del partito e la volontà dei suoi massimi vertici di rinnovarsi ora che l’Udc è parte della coalizione che sostiene Mario Monti. Alberto Orsini
Il Comitato e la Direzione provinciale di Chieti, i Sindaci, gli amministratori provinciali, comunali e degli enti pubblici locali, riuniti oggi giovedì 17 gennaio 2013 a Lanciano,
preso atto che:
– per la composizione delle liste nella circoscrizione abruzzese in vista delle prossime elezioni politiche sono state incredibilmente eluse le chiare e sacrosante indicazioni dei Comitati e delle Direzioni provinciali abruzzesi, senza quindi una concreta condivisione delle scelte: si chiedevano candidati che fossero autentica espressione del territorio con un impegno attivo all’interno del partito;
– sono stati invece privilegiati personaggi che nulla hanno a che vedere con la linea politica adottata dall’Udc sia a livello regionale che nazionale;
– le liste presentate mostrano un’evidente assenza di nomi autorevoli e di supporto per il raggiungimento di risultati importanti, come quelli conseguiti negli ultimi tempi dal partito in Abruzzo e, in modo particolare, in provincia di Chieti;
– che proprio la provincia di Chieti rappresenta il bacino elettorale tradizionalmente più consistente per l’Udc a livello regionale, specie negli ultimi anni, contribuendo a tenere vivo il partito con gli eccellenti risultati intorno al 15% conseguiti alle Provinciali del 2009 e alle Amministrative a Chieti (2010) e Lanciano (2011), oltre che in realtà minori; è questa inoltre la provincia economicamente più rilevante dell’intero Abruzzo, oltre ad essere la più popolata;
– in provincia di Chieti è presente un elevato numero di amministrazioni locali a guida Udc, segno della vicinanza della qualità della classe dirigente provinciale del partito;
– i Comitati e le Direzioni provinciali abruzzesi, rispondendo alle richieste pervenute dai vertici nazionali, avevano espresso una rosa di candidati autorevoli per il Parlamento, come il Presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, e il Capogruppo in Consiglio regionale dell’Udc, Antonio Menna, entrambi appassionati animatori del partito;
– la scelta di dimostrarsi totalmente sordi alla “base” abruzzese del partito denota un disarmante disinteresse verso questo territorio e la sua gente, che dovrebbero essere i veri soggetti da tutelare in Parlamento, senza personalismi e interessi di qualsiasi natura;
confermano
– l’autosospensione da tutte le cariche all’interno dell’Udc a livello locale, provinciale e regionale, per via delle scelte ufficiali circa la composizione delle liste. L’Abruzzo e in particolare la provincia di Chieti subiscono un’ennesima ingiustizia che mortifica il territorio e umilia chi da anni è impegnato attivamente per sostenere i valori e i princìpi dell’Udc, per assicurare una continua e riscontrabile crescita del partito a livello locale. È questa una brutta ferita, stavolta difficilmente sanabile, il cui dolore è alleviato solo dalle innumerevoli testimonianze di solidarietà e dalle manifestazioni di dissenso rispetto alle scelte imposte dall’alto da parte di iscritti, anche giovani e donne, di esponenti della società civile e di semplici cittadini. La decisione presa dai vertici nazionali del partito fa pensare a un patto di desistenza, una strategia per indebolire l’Udc e la sua struttura organizzativa locale, che peraltro si è sempre attenuta alle direttive imposte dagli organi nazionali dimostrando puntualmente una fedeltà raramente riscontrabile;
annunciano
– il disimpegno nella campagna elettorale in vista delle Politiche del 24 e 25 febbraio prossimi poiché ci si sente in dovere di difendere l’onore della classe dirigente regionale del partito, che si contraddistingue per coerenza, dirittura morale, capacità amministrativa, attaccamento al territorio e al partito e rifiuto di qualsiasi forma di clientelismo.
Noi amici e amiche dell’Udc della Provincia dell’Aquila esprimiamo la piena e completa solidarietà a tutti coloro che rappresentando l’Udc nella Provincia di Chieti hanno espresso il loro rammarico e le loro perplessità rappresentando chiaramente quanto è successo purtroppo nel partito dell’Udc che a Roma ha voluto decidere autonomamente chi dovesse rappresentare l’Abruzzo nella prossima tornata elettorale del 24 e 25 febbraio.
Noi della Provincia dell’Aquila abbiamo sempre inteso la politica come condivisione e come capacità di dare risposte alle problematiche del territorio; per questo nella riunione congiunta di Pescara, dove era rappresentata tutta l’Udc regionale, avevamo chiesto unanimemente ai vertici nazionali di essere rappresentati da persone che da sempre vivono il nostro Abruzzo, che da sempre rispettano gli ideali e i valori del nostro partito.
Avevamo chiesto che la politica dell’Udc Abruzzese fosse rappresentata nel Parlamento italiano da persone che negli anni avevano e hanno dimostrato senso di appartenenza al partito e alla Regione Abruzzo, prendendo spunto da quanto affermato dal nostro leader nazionale Pier Ferdinando Casini in diverse interviste rilasciate ai giornali.
Queste motivazioni quindi portano noi dell’Udc della Provincia dell’Aquila a essere pienamente solidali con gli amici della Provincia di Chieti e a condividere in pieno le loro affermazioni.






