TERAMO – Il centrodestra non ha ritrovato a Teramo l’unità, come vuole far credere: se il candidato in pole position alle elezioni del 13 e 14 maggio resta l’assessore regionale della Lega, Pietro Quaresimale, dall’anticamera del tavolo romano, dove si decideranno i giochi, emerge che in realtà autorevoli esponenti di centrodestra continuano ad insistere sull’investitura di Paolo Tancredi, ex deputato e senatore, coordinatore regionale di “Noi con l’Italia”. Che pure ufficialmente aveva già fatto un passo indietro, con un plastico “no grazie”, precisando di non aver mai pensato alla candidatura e sottolineando pure che per opporsi al sindaco uscente del centrosinistra e ricandidato, Gianguido D’Alberto,  si era a suo modo di vedere fuori tempo massimo, per organizzare una strategia efficace.

Oltre a Noi moderati, direttamente con il leader nazionale, Maurizio Lupi, in pressing per riproporlo sono Fratelli d’Italia abruzzese e nazionale, i centristi ed ex potenti di Teramo, con la regia del governatore, Marco Marsilio, di Fdi, in accordo con il senatore Etel Sigismondi, coordinatore abruzzese. E secondo quanto trapela sarebbe sceso in campo addirittura l’entourage  della premier Giorgia Meloni, eletta deputata alle politiche di settembre, va ricordato, nel collegio L’Aquila-Teramo. E sarebbe della partita anche il neo-commissario alla Ricostruzione, Guido Castelli, di Fdi, parlamentare ed ex sindaco di Ascoli Piceno.

Secondo quanto si è appreso, ieri ci sarebbe stato un summit nello studio dell’ex presidente della Regione e sindaco di Teramo, Gianni Chiodi, alla presenza dell’ex assessore regionale Paolo Gatti e con in collegamento il senatore Sigismondi. C’è dunque chi osserva che intorno alla figura di Tancredi si stia riaggregando quel blocco politico del fortunato “modello Teramo”, che con Chiodi, già sindaco della città, aveva conquistato la Regione nel 2008 e aveva fatto di Teramo stessa una roccaforte del centrodestra, dal 2004 al 2017, prima con il sindaco Chiodi, poi con Maurizio Brucchi.

Su Tancredi, nome fuori dal tavolo locale, c’era stato l’iniziale placet anche della Lega. Nonostante c’era chi osservava che Tancredi, aveva una grave “pecca” nella sua carriera politica: da parlamentare del Pdl, è passato al Nuovo centrodestra, appoggiando i governi di centrosinistra di Enrico Letta e poi di Matteo Renzi.

Ma l’ingegnere, figlio del parlamentare Antonio Tancredi, ha alla fine declinato l’invito, pur ringraziando per la stima e la considerazione. Un  passo indietro  forse solo tattico, è lecito ora supporre.

Intanto però nella coalizione di centrodestra, logorata dall’attesa, aumenta la tensione per i giorni che passano, considerati perdita di tempo prezioso, sottratto alla organizzazione della campagna elettorale e soprattutto alla composizione delle liste. In particolare sulle spine è l’assessore regionale al sociale e lavoro e istruzione Quaresimale, che è ancora il candidato sindaco indicato dal tavolo regionale, e in pole su quello nazionale, in work in progress, che deve decidere in un campo più largo, per tutte le candidature nei comuni italiani al voto il 14 e 15 maggio.

Mentre il centrodestra è in una fase di stallo, gli altri tre candidati sono già lanciatissimi

La squadra di D’Alberto sta chiudendo già sei liste: quella della sua civica di centrosinistra, “Insieme Possiamo”, quella del Partito democratico e del consigliere regionale di Abruzzo in Comune, Sandro Mariani,  la lista di  “Teramo Vive”, dell’assessore Valdo Di Bonaventura, di “Bella Teramo”, del vice sindaco Giovanni Cavallari e altre due liste a cui lavorano l’assessore Antonio Filipponi e l’ex assessore Maurizio Verna.

Una incognita è rappresentata ancora da “Al Centro per Teramo” che fa riferimento all’ex assessore  Mauro Di Dalmazio ed all’assessore Graziano Ciapanna.

L’avvocato Carlo Antonetti, ex presidente della Teramo basket,  che ha incassato il sostegno di un gruppo di civici, di Azione e di Futuro In, dell’ex assessore regionale Paolo Gatti.

L’ex vicesindaco Maria Cristina Marroni, avrebbe già pronte tre liste, una di Italia viva, di cui è coordinatrice provinciale,  una seconda del consigliere Ivan Verzilli ed una terza di Alfonso Di Sabatino Martina