L’AQUILA – “Viviamo un momento molto difficile a livello nazionale e anche nel nostro territorio, quando mi è stata fatta la proposta ho riflettuto e ho accettato per dare il mio contributo: sinceramente vedo poca competenza in giro, davvero poca, e invece c’è bisogno di competenze, esperienza e trasparenza”.
Così ai microfoni di AbruzzoWeb Mimmo Srour, candidato alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo con la lista Insieme nella coalizione di centrosinistra come capolista nel collegio proporzionale per la Camera L’Aquila-Teramo.
“Sono stato 4-5 anni assente dalla scena politica, per ripresentarsi agli elettori in un collegio così vasto, che va da Ateleta a Martinsicuro, il tempo è breve, soprattutto oggi che la gente, a ragione, è nauseata dai politici – fa notare – Per questo c’è una forte protesta, e va bene, ma alla gente dico che deve scegliere, non si può buttare il voto e renderlo inutile. Bisogna scegliere tra i candidati, ci conoscete tutti”.
“Il secondo terremoto ha unito L’Aquila e Teramo, territori già uniti in precedenza dai loro problemi: penso alle infrastrutture, al dissesto idrogeologico, i problemi dell’acqua che arrivano fino alla costa – spiega Srour sui temi – E poi c’è il terremoto, che riguarda la stessa città di Teramo, non solo zone marginali, e sta determinando il nostro futuro. Per questo ci vogliono le competenze, persone che si sono sporcate le mani con i problemi di tutti”.
Quanto al cambio di mentalità rispetto a quella del “voto utile” per i partiti maggiori nell’ultimo ventennio di bipolarismo, “la legge elettorale è cambiata, con questa legge è molto difficile che esca una maggioranza, andrà cercata dopo in Parlamento”.
“Faccio un invito ai delusi del centrosinistra, che ci sono, anche in partiti alleati come il Pd: non sarà solo il Pd a determinare un risultato positivo della coalizione, ma lo faremo noi – conclude – Ritorna in qualche modo l’Ulivo e non per nulla abbiamo messo un richiamo nel simbolo, con questo spirito si vince, non annoiando e disgustando l’elettore”. Alberto Orsini





