SPOLTORE – “Non è vero che a Spoltore abbiamo raggiunto il 70% di differenziata e questo lo dicono le carte” e “non è vero che sono state restituite ai cittadini tre nuove scuole in 5 anni”.
Va all’attacco, la candidata sindaco di Spoltore (Pescara) del centrodestra Marina Febo, e nell’intervista ad AbruzzoWeb contesta tutti i risultati principali rivendicati nel colloquio con questo giornale dallo sfidante di centrosinistra, l’uscente e ricandidato Luciano Di Lorito.
Arriva anche l’accusa, rivolta dalla Febo agli avversari, di aver “copiato dalla nostra scorsa campagna il Consiglio dei giovani che ho riproposto perché credo che si debbano dare loro spazi”.
Rispetto a Di Lorito, per la sfidante nella struttura del cosiddetto Mammuth non c’è molto da salvare, mentre ad accomunare i due c’è la scarsa o meglio nulla fiducia nel progetto Grande Pescara.
Avvocato, di recente vincitrice di un concorso in Regione Abruzzo, la Febo punta ancora alla fascia tricolore dopo la prima esperienza nel 2012, nella quale prese il 28% dei voti, ma ci tiene subito a precisare la differenza tra le due situazioni.
“Ero stata chiamata all’ultimo secondo, non c’è stata una programmazione – ricorda – Ero venuta qui da Bruxelles per rappresentare un’alternativa, quindi avere quella percentuale in sole tre settimane di campagna elettorale per noi è stato un successo”.
Il 16 aprile 2012, poco prima delle elezioni, disse di volere un nuovo polo scolastico e una diversa gestione dei rifiuti. Su questo piano l’attuale amministrazione si è mossa ma, secondo lei, c’è qualcosa che poteva e può essere gestita diversamente?
La questione rifiuti non è stata prevista da questa amministrazione, ma da una precedente. È servita a inculcare nei cittadini la cultura della differenziata. Tuttavia, secondo quel capitolato ci sono delle cose che dovevano essere fatte e non è avvenuto: innanzitutto, il compostaggio obbligatorio che loro avevano imposto sulle aree vaste; su mia proposta è stato tolto l’obbligo, anche su richiesta dei cittadini di via Torretta che insistentemente si sono lamentati. Non si può imporre oppure limitare solo ad alcune aree comunali questo vincolo. Nella regolamentazione non era prevista quest’imposizione per tutte le aree, di conseguenza è stato necessario modificare questo punto per far sì che chi volesse la facesse senza alcun tipo di circoscrizione. Inoltre è successa una cosa molto grave: hanno voluto cambiare le condizioni che erano state appaltate in maniera completamente sproporzionata rispetto alle esigenze dei cittadini. Per esempio hanno tolto dall’obbligo la costruzione di isole interrate ed è stata una cosa gravissima perché la società ecologica ha vinto quella gara grazie a quei miglioramenti. Inoltre non c’è stato nessun vantaggio per i cittadini perché le tasse sono aumentate e non c’è stato un ricavo in denaro dalla differenziata; la plastica, per esempio, è una risorsa da cui puoi trarre ricchezza, così come per le altre materie della differenziata. Tra l’altro non è vero che a Spoltore abbiamo raggiunto il 70% di differenziata e questo lo dicono le carte.
Per quanto riguarda le scuole?
Per le scuole non abbiamo aggiunto nuovamente nel programma elettorale questo punto perché non siamo sicuri di riuscire a ricevere finanziamenti dopo quello per rendere a norma sismica la scuola media “Dante Alighieri”. Loro hanno detto di aver restituito ai cittadini tre nuove scuole in 5 anni, ma non è vero: prima di tutto perché nella scuola di via Saline è completo solo il primo lotto, tra l’altro questa scuola è stata appaltata per 1,3 milioni di euro, ma ne sono stati spesi circa 2 milioni. Le altre due scuole di cui si vantano hanno solo subìto lavori di sicurezza che hanno reso più sicura e antisismica la scuola, ma sicuramente non sono nuovi.
Rispetto ad altre città italiane, a Spoltore il Movimento 5 stelle fatica a entrare nella testa dei cittadini. Come mai?
Di loro posso dire che, personalmente, mi piacciono gli ideali per cui lottano. Alcuni giornalisti in passato mi hanno definita anche la ‘grillina della libertà’. Per quanto riguarda qui nel nostro Comune, devo dire che però, escludendo un primo periodo, non hanno dato un contributo consistente nell’amministrazione. Hanno passato molto tempo nella penombra. La politica comunale non funziona come quella nazionale: la gente ha bisogno di vedere i fatti concreti altrimenti si rischia di non farsi conoscere. Non credo che invece, come si spinge a livello nazionale, il pregiudizio dell’inesperienza possa aver contribuito anche perché tutti quanti siamo partiti da zero.
Da anni la situazione di Fosso Grande e della struttura Mammuth è in stallo ed è anche uno dei punti della sua campagna elettorale.
Per quanto riguarda l’Arca, la situazione va avanti dal 2001. Dapprima si doveva realizzare un campo sportivo e la convenzione aveva termine nel 2011. Quando è stato siglato l’accordo la società Arca si era impegnata a realizzare sia impianti privati che pubblici e l’attuale situazione è agli occhi di tutti: le strutture private sono state realizzate già da tempo, mentre di quelle pubbliche non se ne vede neanche l’ombra. Poco prima del termine era stato presentato un progetto molto ma molto carente e superficiale; in parole povere non rispettava gli standard pubblici. Ultimamente invece è venuto alla luce un fatto ancora più grave: in parole povere le particelle dove sarebbe dovuto sorgere il campo da calcio erano di proprietà comunale e non di proprietà Arca. La domanda ora è come si fa a costruire un progetto come questo su uno spazio destinato al verde pubblico? L’allora dirigente urbanistico, l’architetto Cerritelli, aveva accolto il progetto e nel momento in cui io chiesi le carte e alcuni approfondimenti lui in 8 mesi mi ignorò costringendomi a fare un esposto in procura. La società Arca, nel modo in cui si sta comportando, sta dichiarando apertamente che non ha alcuna intenzione di portare a termine ne questa ne nessun’altra opera pubblica.
Per quanto concerne il Mammuth?
Non sono d’accordo sul progetto. Un museo automobilistico dedicato alla Coppa Acerbo è una bella cosa, non c’è dubbio, ma non credo possa portare molte persone a visitare Spoltore. Il Mammuth rappresenta la decadenza e la pessima gestione delle amministrazioni precedenti; una struttura degli anni Settanta che mai è stata completata e mai resa utilizzabile. Noi non abbiamo ancora una decisione precisa sulla destinazione da dargli: tra le varie idee, ci sarebbero la costruzione di una piscina comunale oppure di un’area polifunzionale. Quando andremo ad amministrare, assieme anche alla cittadinanza, vedremo quale potrà essere la destinazione. L’unica certezza è che è una struttura ormai fatiscente e inagibile.
Un punto a cui lei dà molta importanza nel suo programma elettorale sono i giovani dal TG 2.0 al Consiglio comunale dei ragazzi: di che cosa si tratta?
Sto facendo una campagna elettorale molto social, soprattutto per entrare nel cuore dei giovani. Tra l’altro Di Lorito ci ha copiato dalla nostra scorsa campagna il Consiglio dei giovani che io ho riproposto quest’anno perché credo che si debbano dare loro spazi per confessare anche le loro esigenze. Sono fermamente convinta dell’istituzione di questo vero e proprio organo comunale perché bisogna dare delle alternative reali ai giovani, anche per farli interessare alla vita politica se così possiamo dire. Riguardo al Tg, invece, non sappiamo ancora che impronta dargli, ma a breve ci riuniremo anche per discutere di questo: vogliamo ragazzi che raccontino i loro quartieri e il loro modo di vivere Spoltore. Da anni, inoltre, alcuni ragazzi ci stanno chiedendo la costruzione di un piccolo campo da calcio nelle case popolari a Spoltore ed è mio impegno portare a termine questo impegno.
Si è tornati a parlare della Grande Pescara. Che ne pensa di questo progetto?
Fin da subito mi sono detta contraria, non a una riorganizzazione, quanto al progetto che hanno presentato, che ha delle lacune e carenze incredibili. Io mi chiedo, se vuoi riorganizzare tutto in un’unica grande area metropolitana, perché non accorpare prima i vari enti e servizi e creare un sistema di gestione unico, ma che non escluda il dialogo tra i vari territori? E soprattutto, secondo quale criterio sono state escluse alcune città contigue, per esempio Cappelle? Spoltore ne uscirebbe sconfitta cosi come Montesilvano. La situazione che vive Pescara attualmente non è semplice, quindi prima di procedere a un’eventuale accorpamento credo ci sia il reale bisogno di riorganizzare bene tutto, In questo modo porterebbe solo danni a tutti i territori.






