COLONELLA – “Penso che in Abruzzo la situazione più delicata sia quella sulla sanità, ma è quello che ho visto da stamattina partendo dall’Umbria e passando per le Marche. Ci sono queste regioni, tra le più belle in Italia, che sono massacrate dal centrosinistra”.

Lo ha detto Matteo Salvini a Colonnella (Teramo), leader della Lega, per sostenere le candidature sul territorio in vista delle elezioni politiche del 4 marzo prossimo.

Arrrivato al Movieplex di Colonnella da Ascoli Piceno con un’ora e mezzo di ritardo rispetto all’appuntamento fissato per le 18, Salvini, prima del bagno di folla, si è fermato a rispondere alle domande dei giornalisti presenti.

“Qui ci sono problemi di ospedali chiusi o in difficoltà – le parole di Salvini – ma anche di trasporti e di infrastrutture, con alcune città isolate dal resto del mondo. E poi problemi di ricostruzione post-sisma. Su questo punto, ringrazio le amministrazioni locali come quelle dell’Aquila del candidato Luigi D’Eramo, che si stanno dannando l’anima. Però a livello di governo centrale e regionale, registro la totale assenza e la totale mancanza di capacità nei confronti delle zone colpite dal terremoto”.

“Il 4 marzo si vince in Italia – ha aggiunto il leader della Lega – e poi la prospettiva è di mandare a casa il Partito democratico anche dall’Abruzzo”.

Presenti, tra gli altri, l’economista no Euro Alberto Bagnai, che insegna all’università “d’Annunzio” di Pescara, capolista nel proporzionale al Senato, Lucrezia Rasicci, candidata nell’uninominale alla Camera per Teramo e il coordinatore regionale, candidato nei due collegi proporzionali alla Camera, Giuseppe Bellachioma, poi  Caterina Longo, Fabrizio Montepara e Simona Spinozzi per il Senato; Arianna Conicella Cerritelli, Nicola Campitelli, per il proporzionale Chieti-Pescara e Luigi D’Eramo e Simona Cardinali per il proporzionale L’Aquila-Teramo.

Nella multisala, Salvini è stato accolto da una delegazione di balneatori, i quali hanno portato una sedia con su scritto “no Bolkestein”, in riferimento alla direttiva europea che rischia, secondo loro, di distruggere un intero settore in Italia.