PESCARA – L’ex presidente dell’Ato di Pescara Giorgio D’Ambrosio, contestato esponente del Partito democratico, e Angelo Di Paolo, da poco ex assessore della giunta Chiodi, fuori dalle liste dei candidati del centrosinistra?

Potrebbe essere un’ipotesi che prede forza, a seguito di un compromesso finalizzato a non cercare ulteriormente la coalizione di centrosinistra.

Se n’è discusso nella riunione di ieri sera Pescara nella sede del Pd, a cui hanno preso parte Andrea Carrrara, segretario organizzativo, il segretario regionale dell’Italia dei valori, Alfonso Mascitelli, quello del Partito socialista, Massimo Carugno, il consigliere regionale del Partito dei comunisti italiani Antonio Saia, il coordinatore regionale di Sinistra ecologia libertà Tommaso Di Febbo.

Sul tavolo la “black list” dei candidati provenienti dal centrodestra, o poco graditi, perché nomi compromessi, e la necessità di un chiarimento programmatico all’interno della coalizione.

Oltre a D’Ambrosio e Di Paolo, anche la consigliera di Futuro e libertà eletta con il centrodestra Daniela Stati, e Andrea Gerosolimo, consigliere provinciale ex Udc. Qualche apertura solo per i primi due, ma nulla di deciso.

Anzi, a irritare gli alleati la proposta del Pd di sottoscrivere una risoluzione che consenta a Luciano D’Alfonso di avere l’ultima parola, e forse anche la prima, sulle candidature nelle due liste civiche del presidente.

Sostanzialmente, hanno ragionato gli alleati, in particolare il Sel, una cambiale in bianco rilasciata per di più quando ancora i patti non sono chiari.

Spiega ad AbruzzoWeb, al termine dell’incontro, Alfonso Mascitelli: “Vogliamo porre veti sui singoli nomi, il discorso è più complesso. Nella Carta dì intenti che abbiamo tutti sottoscritto alla vigilia delle primarie è scritto che in coalizione possono starci anche forze moderate. Ma i candidati devono essere ‘facenti parte di progetto di cambiamento’. Ebbene mi chiedo, può essere un assessore regionale del centrodestra facente parte di un progetto di cambiamento?”.

”Chiediamo chiarezza, non vogliamo che nelle liste che appoggiano D’Alfonso, tutte, sia le civiche che quelle dei partiti, siano presenti personalità politiche compromesse con il centrodestra. Se così non sarà faremo le nostre valutazioni”, aggiunge minaccioso Di Febbo.

E il Sel avrebbe minacciato di non presentare le liste e disimpegnarsi dalla campagna elettorale in particolare in provincia del’Aquila.

Altro tema all’ordine del giorno: la necessità di un confronto serio e programmatico all’interno della coalizione. Gli alleati del Pd mostrano, infatti, crescente fastidio per le liste civiche che hanno un rapporto non con la coalizione ma quasi personale con il candidato presidente D’Alfonso.

“Le liste che si sono aggiunte a sostegno e che non hanno preso parte alle primarie – insiste Mascitelli – devono accettare la carta di’intenti, il codice etico della coalizione e il programma amministrativo che è in via di completamento e rappresenta un logico sviluppo del confronto poltico che dura da mesi. Una coalizione non può essere è un assemblaggio di sigle e aspiranti consiglieri, ci deve essere una forte convergenza programmatica, la coazione deve avere un’anima”.