L’AQUILA – “Al momento la nostra strategia e le nostre regole non sono cambiate: noi non facciamo alleanze o accordi pre-elettorali, ma se davvero la Lega si sta trovando così bene con noi, corrano da soli e non con il centrodestra e poi per quanto riguarderà governare la Regione si vedrà”.
Il consigliere regionale del Movimento cinque stelle, Gianluca Ranieri, smonta l’ipotesi di una corsa alle regionali in tandem con la Lega, che al contrario, ieri, in occasione di una conferenza stampa a Pescara, pur ribadendo l’unità del centrodestra, non ha escluso una possibile alleanza con i pentastellati.
“Tutto può accadere in politica, non era prevedibile un Governo Lega-Cinque stelle, eppure è successo”, ha dichiarato il coordinatore regionale della Lega, Giuseppe Bellachioma, rispondendo alle domande dei giornalisti, come riportato dall’Ansa e ancora “con i Cinque stelle non ci troviamo poi così male”.
Ma su quest’ultima affermazione, Ranieri si limita a dire: “Ognuno guarda le sue cose dal proprio punto di vista, ma questo è normale”.
Il tutto arriva nel giorno in cui scade l’ultimatum della Giunta per il regolamento del Senato inviato al presidente e senatore del Pd Luciano D’Alfonso, invitato ad optare per una delle due cariche entro tre giorni, un fatto che accelera la tempistica per le elezioni regionali, anche se non è ancora stata fatta chiarezza sulla possibile data.
“La Lega vuole andare con una coalizione, o con noi o con il centrodestra, ma per il M5s la politica si fa in un altro modo, perché secondo noi i cittadini devono poter scegliere, altrimenti si rischia di votare un’accozzaglia e alla fine si fa confusione. Quando decideranno di farsi votare con un loro programma, allora si potrà aprire un dialogo”, aggiunge il consigliere pentastellato.
L’Abruzzo, dunque, tornerà alle urne anticipatamente (probabilmente a dicembre), ipotesi che costerebbe alle casse regionali tra gli 8 e i 10 milioni di euro, anziché a scadenza naturale della legislatura in primavera 2019.
Il centrosinistra che governa la Regione chiederà agli uffici competenti del Consiglio e della Giunta regionale, in base a quanto appreso da fonti regionali, un parere per stabilire la tempistica entro la quale dovranno essere fissate le elezioni dopo la dichiarazione di incompatibilità.
La maggioranza, in particolare il vice presidente Giovanni Lolli, reggente della Regione e il presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Di Pangrazio, vogliono chiarire se le elezioni vanno fissate entro 90 giorni, come dice il regolamento del Consiglio, oppure entro 120 giorni per permettere ai sindaci sopra i 5 mila abitanti, di dimettersi per presentarsi alle elezioni.
In questo caso, considerando che la richiesta della Giunta del Senato di optare in tre giorni sarà ufficiale nel momento in cui riceverà la comunicazione, quindi secondo una stima tra l’8 e il 10 agosto prossimi, le elezioni cadranno entro il 10 novembre, oppure entro il 10 dicembre.
La data, infine, sarà stabilita d’intesa tra il presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Lolli e Di Pangrazio. “Io non mi vorrei sbilanciare su questo punto, perché non sappiamo ancora quando ci sarà il voto anticipato. Fino all’altro ieri la data più probabile era maggio, oggi si parla di dicembre, ma io credo che si valicherà l’anno e a quel punto si dovranno fare una serie di valutazioni: se parliamo di gennaio sarebbe meglio farle subito, se stiamo parlando di marzo, forse sarebbe il caso di aspettare le europee, per una razionalizzazione di costi, anche se 6 mesi sono tanti”, ammette.
“In ogni caso, se fossi stato io il presidente, avrei chiesto chiarimenti molto prima. Questa è una vicenda sulla quale c’è ancora poca chiarezza, per noi si sarebbe potuto votare anche molto prima, i due ruoli rivestiti da D’Alfonso non sono incompatibili da ieri”, conclude Ranieri. I consiglieri Sara Marcozzi e Domenico Pettinari, contattati da questo giornale non hanno risposto.






