L’AQUILA – “Nei prossimi giorni, a brevissimo, insieme al presidente del Consiglio regionale, Giovanni Di Pangrazio, incontreremo il presidente della Corte d’appello dell’Aquila, Fabrizia Ida Francabandera, per un primo incontro per decidere insieme la data delle elezioni regionali”.

L’annuncio è del presidente reggente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, che ha informato di aver inviato una lettera a Francabandera e di aver avuto con l’alto magistrato un colloquio telefonico.

Il primo contatto arriva durante una giornata convulsa per la data delle elezioni regionali, iniziata questa mattina a Pescara con Fabrizio di Stefano, ex parlamentare del Pdl-Fi, che ha tenuto una conferenza stampa per chiedere di tornare alle urne entro novembre.

Anche il centrodestra unito, in una nota congiunta, prende posizione, parlando del voto come di una “esigenza irrinunciabile”, in conseguenza all’incontro promosso da Di Stefano, candidato in corsa alla presidenza della Regione, ma in forze alle liste civiche.

“Oggi, primo giorno utile dopo il periodo di ferie, abbiamo avviato formalmente i rapporti e si è attivata la procedura. Ho sentito il presidente della Corte d’Appello che si è dimostrato molto disponile e cordiale e che mi ha informato del fatto che già sta esaminando la documentazione. Molto presto ci sarà il primo incontro, quando sarò il momento daremo la data, speriamo molto presto”, ha proseguito Lolli, che in riferimento alle polemiche e al dibattito politico ha spiegato: “Quanto ho letto finora è assolutamente fuori luogo: la procedura è chiara, ci sarà una decisione presa collegialmente a seguito delle riunioni che faremo. Il tutto basato sulle norme e sull’interesse generale”.

Lolli che ha preso le redini della Regione, governata da una maggioranza di centrosinistra, dopo le dimissioni di Luciano D’Alfonso, seguite alla convalida a senatore del Pd, ha spiegato che “nessuno sta ritardando le elezioni, prima si fanno e meglio è per tutti. Faremo prima possibile studiando bene le carte, insieme. Non ho partecipato in nessun modo al dibattito sulle date presunte, verificheremo procedure e documenti e alla fine di un percorso, peraltro non semplice, decideremo. Tutte queste pressioni, sia quella pubbliche sia quelle private, per fare le elezioni più tardi, pur legittime, sono totalmente ininfluenti: è la legge che ci guiderà, non le pressioni politiche di vario genere”, ha concluso Lolli.

Deciso Fabrizio Di Stefano, nell’incontro a Pescara ha dichiarato: “Bisogna andare al voto subito, siamo stati governati illegittimamente per 140 giorni da un presidente che non aveva nessun titolo per farlo, non si può procrastinare oltre, bisogna fissare a novembre il termine massimo per svolgere le elezioni regionali. Lolli deve applicare la legge, la responsabilità politica è sua, il presidente della Corte d’Appello ha il solo compito di verificare la correttezza della data”.

“Il voto per la Regione Abruzzo è un’esigenza irrinunciabile e non rinviabile di tutta la comunità abruzzese che non merita di subire questo stillicidio di immobilismo dovuto alla sfrenata ambizione di personaggi abili nei giochi di prestigio e nelle tecniche dilatorie”. A sostenerlo sono i vertici del centrodestra in Abruzzo, Nazario Pagano (Fi), Giuseppe Bellachioma (Lega), Etel Sigismondi Giandonato Morra (Fratelli d’Italia) e Enrico Di Giuseppantonio (Udc). 

“La fissazione della data del ritorno alle urne – hanno spiegato in una nota congiunta – deve compenetrare il rispetto delle leggi, umiliate da quanto accaduto dopo il 23 marzo, nonché l’esigenza di fornire in tempi brevi alla Regione una guida autorevole legittimata dal consenso democratico degli elettori. Ogni giorno che passa i rubinetti dell’immobilismo e dello spreco continuano a spargere risorse di cui l’Abruzzo ha invece un disperato bisogno per riemergere dalle secche in cui è stato condotto da una politica tanto miope quanto personalistica e velleitaria”.

“Non possiamo permettercelo – hanno precisato infine – non possiamo permetterlo. Per questi motivi il centrodestra unito fa voti affinché venga sciolta al più presto ogni riserva sulla data delle elezioni, nel pieno e assoluto rispetto delle istituzioni e delle procedure. E auspica che, legittimamente, venga restituita la parola agli abruzzesi entro il 2018, che sapranno così scegliersi gli uomini, le donne e gli indirizzi che diano risposte ai problemi più pressanti, dal lavoro all’economia, dalla ripresa allo sviluppo”.