L’AQUILA – Dopo il ministero dell’Interno, anche il Consiglio dei ministri consiglia caldamente il voto a maggio 2014 per il rinnovo del Consiglio regionale d’Abruzzo, accorpando quindi le elezioni regionali a quelle europee in un’unica data.

L’“auspicio” del governo non è certo vincolante e infatti la nota diffusa al termine della riunione di giovedì scorso ribadisce l’autonomia dell’amministrazione su questa scelta, ma ha un certo politico ed è chiaro che ora il partito di maggio comincia a essere un po’ più nutrito rispetto agli oltranzisti del voto il prima possibile, quindi a marzo.

“Il Consiglio dei Ministri, atteso che gli organi di amministrazione della Regione Abruzzo si approssimano alla scadenza naturale del mandato – si legge sul sito del governo – in un’ottica di contenimento della spesa pubblica ed in considerazione del principio dell’election day, auspica, nel rispetto dell’autonomia regionale in materia elettorale, che la consultazione regionale possa svolgersi in coincidenza con le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo”.

In precedenza avevano già indicato come preferibile la data di maggio un pronunciamento del Viminale e le successive dichiarazioni del sottosegretario proprio all’Interno Marco Bocci, nel corso di una sua visita all’Aquila.

Il ministero aveva basato il suo ok su un parere dell’Avvocatura dello Stato fondato su una norma sulla riduzione della spesa pubblica che permette l’accorpamento delle scadenze elettorali, richiamando anche i dettami della Costituzione sulla finanza pubblica.

L’ipotesi di marzo aveva recuperato terreno quando sembrava che il governo di Enrico Letta dovesse cadere da un momento all’altro per uno strappo di Silvio Berlusconi, ma i nuovi scenari del Popolo della libertà, ormai scisso tra gli oppositori di Forza Italia e i sostenitori di Letta del Nuovo centrodestra, hanno allontanato l’opzione.

Particolari fautori di un voto anticipato sono gli esponenti del Partito democratico, che sottolineano come con un ulteriore slittamento i compensi e benefit della legislatura uscente (quindi anche i loro) sarebbero sborsati per altri due mesi, mentre la maggioranza uscente di centrodestra vede più di buon occhio lo slittamento di due mesi, facendosi forza anche sul risparmio stimato di circa 8 milioni di euro nel caso di unico election day piuttosto che di due date.

Il voto abruzzese si celebrò anticipatamente il 15 dicembre 2008 in seguito agli sviluppi dell’inchiesta “Sanitopoli” che dacapitò la Giunta regionale con le dimissioni dell’allora governatore, Ottaviano Del Turco, condannato in primo grado a 9 anni e mezzo di reclusione.

Sul tema non si è ancora espresso in atti ufficiali il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che dovrà stabilire la data sentito il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, e d’intesa con il presidente della Corte d’Appello del capoluogo, il magistrato Stefano Schirò.