L’AQUILA – Ora c’è anche la “foto dell’Aquila” a confermare i sospetti e le strategie già diffuse da AbruzzoWeb: per le prossime elezioni regionali tutto lascia pensare a un ticket tra Luciano D’Alfonso e Giovanni Lolli.

In caso di vittoria dei democrat e di chi vorrà stare con il partitone di centrosinistra contro il centrodestra di Gianni Chiodi, l’ex sindaco di Pescara e l’ex sottosegretario e parlamentare aquilano potrebbero essere rispettivamente presidente e vice presidente.

PRIMARIE SI’, PRIMARIE NO

D’Alfonso ha eluso le domande su una investitura diretta o con primarie; ha parlato delle pre-consultazioni, ma in verità sembrava fare riferimento più a quelle per la scelta dei papabili consiglieri.

“Sono candidato a produrre idee per l’Abruzzo, poi sarà una comunità politica ampia, progressiva, in cammino, che stabilirà chi, quando e come”, ha detto sul tema, appena arrivato all’Aquila per partecipare alla prima giornata della festa del Partito democratico “L’Aquila bene comune”.

Dopo un’ulteriore domanda su un’investitura diretta o attraverso le primarie, ha aggiunto: “C’è un dato ormai riconoscibile nella cultura politica del Pd, le primarie definiscono i candidati. Sono molto contento di questo metodo perché fa in modo che non ci siano solipsismi ma una grande comunità, puntiamo alla partecipazione di 100 mila persone”.

IL TANDEM CON LOLLI

D’Alfonso ha anche parlato del vociferato, possibile candidato per la vice presidenza Giovanni Lolli.

“È portatore di esperienza, saggezza, conoscenza territoriale e sa anche tenere unita una squadra. Penso che ci sia bisogno anche di questo nello spazio del Partito democratico” ha detto sul probabile ticket elettorale con l’ex sottosegretario e parlamentare aquilano, rimasto fuori da Montecitorio dopo le ultime Politiche.

La sensazione dell’alleanza è stata avvalorata anche dal fatto che i due hanno risposto affiancati alle interviste alle telecamere.

LA POLEMICA SULLA DATA DELLE ELEZIONI, ”CHIEDONO A MARCHIONNE?”

C’è scappata anche la polemica, sulla contestata data per le elezioni regionali.

“È francamente innaturale che un parlamento territoriale quale è il Consiglio regionale dell’Abruzzo chieda a Roma per la data delle prossime elezioni”, ha sbottato.

L’indice era puntato sul vertice nella Capitale di una settimana fa tra il vice premier Angelino Alfano, che è anche segretario del Popolo della libertà, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, e il coordinatore regionale del Pdl, il deputato Filippo Piccone.

D’Alfonso ha cominciato con una battuta, “ho sentito dire che si voleva chiedere a Sergio Marchionne la data delle elezioni!”.

“So che i parlamenti territoriali sono molto gelosi delle date e delle convocazioni dei comizi elettorali – ha proseguito – Mi aspetto che sia la comunità politica regionale al suo massimo livello espressivo a decidere la data”.

“Il diritto alla data è degli abruzzesi che devono votare e stabilire il cammino del loro futuro. Non c’è colloquio romano che possa precisare la data, ma deve essere la comunità politica abruzzese”, ha ammonito.

“L’ABRUZZO DIALOGHI CON CROAZIA”

“C’è un nuovo fatto accaduto in Europa, l’ingresso della Croazia. Vorremmo essere interlocutori della Croazia per fare in modo che le due Europe, i due mari e le due economie riguardino l’Abruzzo”.

Questo ha detto D’Alfonso parlando già di strategia. Una regione, l’Abruzzo, che per D’Alfonso è “mediana e va concepita e realizzata dialogando con la Regione Lazio, con le Marche e con il Molise. Su questo abbiamo da dire e soprattutto da fare”.

“Vogliamo edificare una ‘regione al quadrato’, che si autoriforma dentro l’ente Regione e che è capace di politiche attive sul territorio e sulla comunità”, ha concluso.

Ha collaborato Roberto Santilli