L’AQUILA – “L’assemblea delle mozione Orlando riunita all’Aquila in data odierna, indica al segretario provinciale dell’Aquila il compagno Michele Fina quale candidato alle prossime elezioni nazionali. Michele rappresenta con il suo curriculum un istanza di rinnovamento e competenza necessaria nell’offerta politica alla Camera dei Deputati dove sono chiamati al voto migliaia di giovani. L’auspicio è che questo contributo non sia brutalizzato da una pratica scellerata quanto inaccettabile di delegittimazione ma rappresenti una vera opportunità riposta nelle mani del partito che farà le sue scelte che noi rispetteremo”.
Si legge in una nota della Mozione Orlando della provincia dell’Aquila, all’indomani del comunicato di Michele Fina e Americo Di Benedetto, rispettivamente consigliere del ministro della Giustizia Andrea Orlando e consigliere comunale dell’Aquila renziano candidato sindaco alle amministrative del giugno scorso, sulla loro disponibilità ad essere candidati alla Camera dei deputati.
I due hanno contribuito ad avvelenare ancora di più un non già positivo clima in seno al Pd locale, di fatto andando contro i “big” Luciano D’Alfonso, presidente della Regione Abruzzo, e il consigliere regionale Camillo D’Alessandro, la senatrice aquilana Stefania Pezzopane e il deputato Tommaso Ginoble.
“La saggezza di ogni forza politica risiede nel saper motivare e far partecipare i propri iscritti a un processo decisionale tanto necessario in via generale quanto indispensabile e irrinunciabile nella scelta delle rappresentanze alle cariche elettive di ogni genere a grado”, si legge ancora nella nota di Mozione Orlando.
“Ai livelli locali spesso si è fatto ricorso alle primarie almeno per individuare i candidati alla carica di sindaco da sostenere nel confronto elettorale. Comprendiamo come queste non siano la panacea di tutti i mali perché se non regolate dalla legge possono dar luogo anche a storture che offendono per primi coloro che in termini di assoluto volontariato prestano la loro opera per la riuscita del percorso di scelta. Tuttavia neppure si deve negare l’approccio democratico e partecipativo che esse offrono, allargando la sfera decisionale ai cittadini elettori e attori della democrazia”, prosegue il comunicato.
“A livello centrale invece esse non sono possibili per il tipo di legge elettorale che il parlamento ha scelto di dare agli italiani. Tuttavia, anche qui, l’obiettivo del Partito democratico è stato sempre quello di non restringere le decisioni nelle mani di pochi ma di renderle chiare e robuste con la partecipazione di molti. Speriamo nell’apertura di un processo di ascolto dei circoli per la definizione dei nostri candidati e delle nostre candidate. Al posto di questa speranza ci siamo ritrovati per ora indicazioni di tipo verticistico”, viene quindi spiegato.
“Abbiamo redatto e diffuso un documento nel quale abbiamo scritto il nostro pensiero – continua ancora Mozione Orlando – ma anche che, come componente del partito, avremmo contribuito alla battaglia elettorale fornendo ai segretari provinciali i nomi dei nostri candidati disponibili. Abbiamo assicurato la nostra mobilitazione nel territorio per portare al voto le persone ignare del pericolo che l’Italia possa correre con il ritorno della destra al governo oppure consegnare l’Italia all’inesperienza grillina come dimostra con chiarezza laddove costoro hanno responsabilità primarie nei governi delle città”.
“Ora come mozione vogliamo passare dalle parole ai fatti, senza rinunciare alla nostra visione partecipata ed allargata”, conclude la nota.





