CHIETI – “La flat tax si può finanziare con la lotta all’evasione fiscale e sarà una rivoluzione. Ed è necessarui aumentare le pensioni minime a mille euro per tutti, comprese le mamme casalinghe”
Sono solo alcuni degli argomenti che Emilia De Matteo, candidata alla Cameraa per Forza Italia nel collegio di Chieti, snocciola nell’intervita ad Abruzzoweb, altra tappa nel nostro ciclo dedicsato alla conoscenza di chi si propone di rappresentare gli abruzzesi in Parlamento.
Classe 1959, chietina, Emilia De Matteo ha un passato nel disciolto Partito democratico cristiano (Ccd) di Pieferdinando Casini e Clemente Mastella, oltre ad essere stata assessore a Chieti con la Giunta del sindaco Nicola Cucullo, del Movimento sociale italiano.
Poi, l’approdo a Forza Italia.
La De Matteo è inoltre componente del coordinamento regionale degli azzurri e assessore della Giunta teatina di Umberto Di Primio dal 2010.
Emilia De Matteo, lei oggi è assessore alle Politiche sociali ed assistenziali al Comune di Chieti: come va riformato il Welfare in Italia, tenuto conto che sempre più sono i bisogni da soddisfare ed aumenta la povertà?
Negli ultimi anni in Italia il concetto di Welfare è molto cambiato: da interventi a assistenziali a pioggia si è passati ad interventi mirati ai bisogni della persona e del contesto familiare. L’Italia, nel frattempo, è un paese nel quale la povertà è cresciuta fino a raggiungere livelli drammatici, ne sono testimone quotidianamente affrontando le situazioni di disagio e di bisogno alle quali i servizi sociali comunali devono dare soluzioni.
È intollerabile, in una delle maggiori economie europee, vedere aumentare i numeri di chi è in una situazione di precarietà e forte disagio. Occorrono soluzioni rapide e per questo il reddito di dignità, l’aumento delle pensioni minime a mille euro per tutti, comprese le mamme casalinghe che sono le donne che hanno lavorato tanto senza mai essere pagate, sono risposte immediate per riconoscere e sostenere il valore della persona.
Nel contempo è necessario innescare percorsi virtuosi che possano garantire la stabilità occupazionale attraverso investimenti innovativi che potranno essere attuati con la rivisitazione del sistema fiscale, oggi sempre più oppressivo per le imprese ma anche per le famiglie. Dovranno essere implementati i servizi di assistenza domiciliare per evitare l’istituzionalizzazione delle persone con disabilità e consolidare l’indennità alle famiglie che assistono i propri congiunti non autosufficienti.
La riduzione della spesa sanitaria potrà essere rivolta in questa direzione sociale. Vanno sostenute le attività di accoglienza nei centri diurni, l’invecchiamento attivo, potenziati gli asili nido, sviluppata la conciliazione dei tempi di lavoro e di vita, sostenuti i centri antiviolenza e nel contempo lavorare molto sulla prevenzione primaria e sull’educazione al rispetto delle persona e della legalità. Sostenere la persona significa aiutare una intera famiglia. E per noi la famiglia è al primo posto.
Il centrosinistra critica la flat tax perché fa pagare meno tasse soprattutto ai ricchi. Al di là di questo, come si finanzierà un Welfare avanzato con meno entrate fiscali?
La flat tax è una vera e propria rivoluzione fiscale che evede l’eliminazione di qualsiasi forma di tassazione per coloro che hanno un reddito uguale o inferire a 12 mila euro l’anno, ed una sola aliquota al 23 per cento per famiglie ed imprese al fine di garantire una vera crescita economica, vera occupazione e rilancio del Paese.
Oggi uno dei problemi principali in Italia è l’evasione, ma grazie al nostro sistema fiscale, fatto di lotta all’evasione, definizione dei contenziosi e delle pendenze tributarie e agevolazioni fiscali, oltre alla già ricordata aliquota unica al 23 per cento, siamo certi entreranno nelle casse dello stato circa 270 milioni di euro.
Ed è da queste somme che si potranno trarre le risorse per dare risposte alle povertà e per sostenere il rilancio economico e sociale del paese con la creazione di occupazione a vantaggio soprattutto delle giovani generazioni. Lo Stato che prende sempre dalle tasche degli Italiani sarà solo un brutto ricordo del passato quando potremo finalmente dire addio all’Irap, eliminare le ingiuste tassazioni sulla casa, aumentare le pensioni minime, cancellare le brutture della legge Fornero revisionando e rendendo più equo il sistema pensionistico monitorando la spesa pubblica.
Lei ha anche la delega alle Pari opportunità: che peso avrà la questione della parità di genere in un eventuale governo di centrodestra?
Un ruolo importantissimo. Perché la donna deve avere la massima attenzione per la sua dignità, per le sue sfide, le sue richieste e per i suoi riconoscimenti. Temi che devono essere inseriti nell’agenda dei governi di tutti i Paesi. Per il raggiungimento della parità c’è ancora molta strada da percorrere, pensiamo alla tutela dei diritti femminili, alla violenza sulle donne, alla partecipazione alle attività amministrative di gestione di impresa, a quella politica, all’accesso alle risorse produttive e alla presenza femminile in tutti i settori. Oggi tante donne devono ancora lasciare il lavoro per accudire i figli o i congiunti anziani, o vedono rallentata la crescita professionale e la carriera.
Ad allarmare sono anche i dati sul femmicidio.
Questa è una piaga drammatica per l’Italia. Ogni anno vengono uccise tantissime donne da chi dovrebbe amarle. E la lotta a questa piaga è una priorità che noi abbiamo sempre tenuto presente. Le donne hanno un talento naturale: sanno sempre arrivare alla soluzione giusta con pragmatismo. Le donne lavorano più degli uomini, ma c’è ancora disparità salariale. Per questo ritengo necessario avere un Dipartimento Pari opportunità che funzioni realmente, oppure, per essere ancora più incisivi, reintrodurre il Ministero per le Pari opportunità per dare voce ai più deboli. L’Italia è stato uno dei primi Paesi a ratificarlo proprio con il Governo Berlusconi. Con il centrodestra al governo sono certa che saranno messi in atto strumenti che aiuteranno le donne a conciliare vita familiare e lavoro, la stabilizzazione delle risorse per il funzionamento del centri antiviolenza, delle case rifugio e della costante attività di sensibilizzazione nelle scuole.
Ha parlato con Fabrizio Di Stefano? Pare che se la sia presa non poco per la sua esclusione.
Sì, ci ho parlato. Mi dispiace molto per lui, il suo impegno è stato ed è importante e sono sicura che ci sarà vicino e ci sosterrà con la passione e la competenza di sempre.
Silvio Berlusconi, 82 anni e ancora in pista: qual è il suo segreto? Merito suo o demerito dei suoi avversari politici?
Credo la passione per le cose che fa, la determinazione nell’impegno, l’energia di un imprenditore di successo con l’obiettivo di rendere l’Italia un paese migliore, il voler affrontare le cose in modo positivo ma ben analizzato. Uno dei suoi motti non a caso è “senza ottimismo non si costruisce nulla”.
In realtà Berlusconi e Forza Italia, sostengono i vostri avversari, sta riciclando promesse che quando era al governo non ha mantenuto.
Le critiche strumentali vengono da chi fa politica per professione. Gli ultimi governi, da quello di Mario Monti in poi hanno abbandonato i cittadini, mentre il governo Berlusconi ha effettuato, tra l’altro, il taglio dell’Ici, aumentato le pensioni minime, intensificato la sicurezza territoriale e la lotta alla criminalità, fatto partire la digitalizzazione della pubblica amministrazione. E sull’immigrazione ha avviato trattative con i Paesi del Mediterraneo per garantire una accoglienza dignitosa a chi veniva legittimamente in Italia per motivi umanitari. Pensiamo inoltre a chi è stato colpito dal sisma: all’Aquila, in pochi mesi, il governo Berlusconi ha dato un tetto a 20 mila persone, mentre oggi alcuni paesi terremotati dell’Italia centrale colpiti dagli ultimi terremoti sono ancora in attesa.
Cosa ne pensa del project financing per il nuovo ospedale di Chieti?
Il Consiglio comunale di Chieti e il centrodestra teatino hanno espresso parere negativo alla proposta di project financing, una operazione antieconomica che ingesserebbe la Asl per i prossimi 30 anni. In verità la cosa più importante da realizzare per il nosocomio teatino è la messa in sicurezza delle palazzine C ed F e non fantomatici progetti a beneficio di privati ed a scapito dei contribuenti. L’ospedale di Chieti merita il giusto rilievo nell’istituendo Dea di II livello.
Una riforma che vorrebbe vedere approvata, prima di tutte le altre?
Penso ad esempio ad una vera realizzabilità del progetto “Dopo di Noi” in favore delle persone diversamente abili rimaste prive di rete parentale, ma anche a una revisione della rete di sostegno per le famiglie ove siano presenti congiunti non autosufficienti oggi non adeguatamente supportati dal sistema socio sanitario e alle quali gli enti locali devono garantire l’erogazione di servizi assistenziali nonostante il governo centrale, negli ultimi anni, abbia tolto le risorse necessarie per poter dare la loro più efficace attuazione.





