L’AQUILA – “Il futuro Senato sarà completamente diverso da quello di ora, non più legiferante a 360 gradi ma di pareri, di input, solo su alcune competenze. Per quello che mi riguarda non ho alcuna velleità di tornare senatrice in quest’altro tipo di Senato avendolo fatto in quello pre-riforma”.
Punta alla Camera dei deputati per il dopo-2018, questo fa capire parlando ai microfoni di AbruzzoWeb, la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, riferendosi ovviamente dello scenario in cui il sì, che sostiene, fosse vincitore al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.
La Pezzopane risponde, infatti, smentendola, all’ipotesi che possa candidarsi a sindaco dell’Aquila per farsi eleggere, in caso di vittoria, come rappresentante degli enti locali nel nuovo Senato renziano da 100 posti e poche competenze.
“È una riflessione che non sta in piedi, fare il sindaco per tornare in Senato. No, uno si candida sindaco per fare il sindaco – obietta la senatrice – Chiunque si candiderà lo farà per una missione complicata, la questione del Senato, se passa la riforma, è del tutto secondaria, saranno i sindaci a eleggere tra loro chi andrà in Senato, non c’è automatismo”.
Il nome della Pezzopane non è cambiato, quello di Giovanni Lolli, vice presidente della Regione, ex sottosegretario di Stato, tirato per la giacca un po’ da tutti ma che non ha molta voglia di fare un nuovo passo indietro dal livello regionale a quello comunale e, comunque, schierandosi toglierebbe un tassello di aquilanità importante in Regione.
“Continuo a pensare che Lolli sia una figura eccellente, però continuo a pensare che bisogna sceglierlo insieme, le primarie saranno un passaggio importante e la sua volontà dovrà essere ferma”, dice la Pezzopane che, sui fondi del 4% del totale della ricostruzione destinati allo sviluppo, ormai chiamati da qualcuno ‘fondi Lolli’, dice che costituiscono “l’occasione di far capire con quanta competenza, esperienza e determinazione sia capace di lavorare” in un “segmento della ricostruzione che era stato ignorato”.
Tra i nomi per la successione a Massimo Cialente spuntati negli ultimi tempi c’è anche quello che si è autopromosso sui media del consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, che si è definito “pacificatore”.
“È una figura di spicco del partito, anche a sfatare quando si cerca di descrivere il Pd come una cosa chiusa tra Giovanni, Massimo e me”, prosegue la senatrice alludendo alla cosiddetta “triade”.
“Se Pietrucci intende candidarsi ci sarà spazio e attenzione per la sua figura – continua – ma non credo che abbiamo bisogno di un sindaco della pacificazione, non ho capito quel riferimento, ci serve un sindaco energico perché non c’è contrasto in città”.
La Pezzopane lancia anche un importante apprezzamento, “abbiamo figure importanti come Pietrucci, ma anche come Pietro Di Stefano, che non fa molta autopromozione ma è una figura chiave che ha in mano la ricostruzione dell’Aquila”.
Quanto alla “cosa rossa”, schieramento di pura sinistra che correrebbe al primo turno senza il Pd, come annunciato a questo giornale dal consigliere di Sinistra italiana Giustino Masciocco, “rischia di rimanere bella, utopica, rispettabile e sognatrice. L’auspicio è che ci sia unione ma sempre dentro una coalizione di centrosinistra”, rimarca la senatrice.
“Credo si possa ricostruire la coalizione, magari coinvolgendo anche movimenti che nel 2012 decisero di non stare con Cialente. Sel e Prc sono in Giunta e stanno lavorando, c’è sinergia e non divisione, credo che si possa continuare”, il suo auspicio.






