PESCARA – Chiusa la partita per le Politiche, ora il Popolo della libertà pensa alle Regionali, forti di un risultato che alla vigilia non era affatto scontato.
Le parole d’ordine sono: continuare nella rimonta cui si è assistito in questa campagna elettorale, riconquistare i voti persi, guardare con attenzione al fenomeno Beppe Grillo, tenere unito il partito e lavorare sul territorio per affrontare i problemi concreti.
Sembra essere questa l’agenda del Pdl abruzzese, così come l’ha delineata oggi Gaetano Quagliariello che ha chiamato a raccolta i vertiti del partito nel suo quartier generale pescarese aperto nella centralissima piazza Salotto. Appuntamento a mezzogiorno per festeggiare i risultati elettorali e guardare al futuro con rinnovato ottimismo.
I vertici arrivano in massa. In prima fila ci sono, oltre al padrone di casa (che la sera prima, però, non si era fatto vedere lasciando il comitato nelle mani di una Federica Chiavaroli in attesa fino all’ultimo voto di vedere se riusciva ad entrare in Senato) il presidente della Regione Gianni Chiodi, i neo eletti Paola Pelino, Antonio Razzi, Filippo Piccone, Fabrizio Di Stefano, Paolo Tancredi e la stessa Chiavaroli.
“Ce l’abbiamo fatta – dice in apertura Quagliariello – perché la politica si fa con la testa e con il cuore. E noi, seguendo l’esempio di Silvio Berlusconi, ce l’abbiamo messa tutta. Berlusconi ci ha insegnato che quando si scende in campo bisogna provare a vincere. Nonostante tutto. A livello nazionale abbiamo fatto un piccolo miracolo. A lui, a nome di tutti, voglio mandare da Pescara il ringraziamento dell’Abruzzo”.
“Questa tornata elettorale – ha continuato – ha visto sconfitto chi ha fatto troppi calcoli. E tra i calcolatori metto anche qualcuno del nostro campo, sul quale, però, non è il caso di infierire. Non hanno capito che si trattava di una battaglia nazionale. Ma un calcolo sbagliato lo hanno fatto anche a sinistra, non capendo, per esempio, il fenomeno del Movimento 5 stelle. Mi dispiace a titolo personale per la mancata elezione di un uomo come Franco Marini”.
“Il Pdl ha riportato questo risultato – ha concluso Quagliariello – perché ha vinto il buon governo della Regione Abruzzo e delle nostre amministrazioni locali. Continueremo ora a occuparci delle questioni di questo territorio, a partire dalle emergenze di Pescara, con i problemi del porto, e dell’Aquila, con quelli della ricostruzione”.
Ha preso poi la parola il neo onorevole Piccone, coordinatore regionale del partito, che Quagliariello aveva appena ringraziato per “la maturità con cui aveva sopportato le critiche”. Il parlamentare, già senatore, si è detto più che soddisfatto per la tenuta del partito in Abruzzo “in un quadro nazionale così radicalmente mutato rispetto alle ultime elezioni politiche, quando avevamo fatto il pieno dei consensi”.
“Abbiamo un bacino potenziale molto ampio da recuperare – ha detto il presidente Chiodi, intervenendo a riguardo – ma partiamo da un risultato molto confortante. D’altronde in Abruzzo avevamo una responsabilità in più rispetto a queste elezioni, perché abbiamo preteso di cambiare le liste che aveva fatto Roma”.
“Il Partito democratico aquilano – ha concluso Chiodi con una battuta – dice che la colpa dei risultati del Pd all’Aquila è tutta mia, per quanto fatto nella ricostruzione post-terremoto. A parte che da agosto non sono più commissario alla ricostruzione, ma tutto sommato mi va bene prendermi la ‘colpa’ della loro sconfitta”.
“Il risultato di oggi – ha continuato Di Stefano, che dal Senato passa alla Camera – ci inorgoglisce anche in proporzione del fatto che va contro le previsioni della vigilia, ciò nonostante occorre continuare a stare con i piedi per terra”.
“Il partito in Abruzzo gode di ottima salute – ha detto ancora Di Stefano che è anche vice coordinatore regionale – siamo tra le regioni che ha espresso la più alta percentuale di consensi per il Pdl, anche se alle scorse elezioni il Pdl abruzzese era il primo tra le altre regioni italiane in ordine di gradimento”.
Paola Pelino, passata al contrario dalla Camera al Senato, ha voluto insistere, invece, sulla bella performance del Pdl all’Aquila: “Il risultato aquilano è eccellente – ha detto – e nei fatti smentisce quanto andava dicendo Stefania Pezzopane, secondo cui gli aquilani non avrebbero più potuto vedere Berlusconi perché non avrebbe fatto nulla per la ricostruzione”.
Penultimo a prendere la parola è stato Razzi, eletto al Senato, che si ritiene “un portafortuna”, perché dice di aver vinto dappertutto, “da quando, nel 1965, sono partito proprio dalla vecchia stazione di Pescara per andare a lavorare in Svizzera come emigrante”. “Sì, ora però fermati”, gli ha detto scherzando Quagliariello.
L’ultima a parlare è stata la Chiavaroli la cui elezione è stata incerta sino all’ultimo voto e, in un certo senso, lo è ancora, perché risulterebbe eletta a condizione che Berlusconi, capolista al Senato, rinunci al seggio abruzzese, come dovrebbe fare.
“Questo risultato – ha detto la Chiavaroli – è il riconoscimento alla fedeltà e alla militanza di partito che premia sempre”.
La coordinatrice del Pdl pescarese ha infine ricordato quando molti dei presenti hanno molto insistito a che accettasse la candidatura per il bene di Pescara. Allora sembrava che quel quinto posto in lista al Senato fosse destinato alle cosiddette candidature di servizio. E invece così non è stato.
(ha collaborato Stefania Bernardini)






