ORTONA – Non era un pesce d’aprile, l’Unione di centro a Ortona (Chieti) si allea veramente con il centrosinistra e sosterrà il candidato del Partito democratico Enzo D’Ottavio.
Tutto questo nonostante il leader locale Udc Enrico Di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti, si trovi a governare l’amministrazione provinciale in alleanza col Popolo della libertà e abbia nella sua Giunta proprio il candidato sindaco del Pdl a Ortona, Remo Di Martino. Mentre il suo principale oppositore, Tommaso Coletti, è di Ortona dove si candiderà come consigliere comunale.
Un intreccio diabolico, e ora il rischio per Di Giuseppantonio è ritrovarsi sul palco di un comizio elettorale fianco a fianco con il leader della sua opposizione, Coletti, e contro il suo assessore Di Martino.
Una situazione farsesca alla quale il presidente Di Giuseppantonio a mezza bocca fa capire che mai si presterà.
Per il momento il presidente non rilascia dichiarazioni su questo argomento, anche se si capisce al volo che è molto seccato per essersi ritrovato, suo malgrado, in una situazione di grandissimo imbarazzo che potrebbe anche mettere a rischio la stabilità interna della coalizione di centrodestra in Provincia.
L’assessore provinciale Udc e sindaco di Ripa Teatina (Chieti), Mauro Petrucci, accetta invece di commentare il caso Ortona e dice subito di non essere d’accordo con la decisione presa dai responsabili locali de partito ortonese.
“Non tanto nel risultato – spiega Petrucci – quanto nel metodo utilizzato. Non si può far parte della Giunta comunale, votare provvedimenti importanti come bilancio e piano regolatore, e poi fare un’alleanza con la parte opposta”.
Il riferimento è a uno degli ispiratori del nuovo cartello elettorale Pd-Udc, ovvero l’assessore comunale uscente Carlo Boromeo che, insieme al consigliere uscente Domenico De Iure e all’ex consigliere comunale Carlo Ricci, è stato uno degli uomini Udc che maggiormente si è imposto per arrivare a questo risultato.
Il giudizio nettamente negativo di Petrucci è sul percorso che ha portato a tale risultato, più che sul risultato stesso. “Oltre che i contenuti – dice ancora l’assessore – in politica contano anche i metodi e le forme. Soprattutto in un momento in cui, contrariamente a quello che si pensa, non sono i cittadini ad allontanarsi dalla politica, ma la politica che si allontana da loro”.
“Sarebbe opportuno – continua Petrucci – fare maggiore attenzione ai comportamenti assunti per poter continuare a essere legittimati anche a creticare i livelli superiori di partito. Se l’Udc ortonese non condivideva più i programmi della maggioranza di centrodestra al Comune, meglio avrebbero fatto i suoi rappresentanti a dimettersi, ad andare da soli al primo turno e poi, magari, ad allearsi col centrosinistra al secondo turno”.
“In questo modo l’elettorato avrebbe avuto tempo e modo per capire certe scelte che altrimenti potrebbero essere bollate per opportunismo. Certo è, per quel che mi riguarda – minaccia infine l’assesssore – il caso Ortona sarà il punto di partenza per aprire un forte dibattito all’interno del partito. Perché in questo modo non si va da nessuna parte”.
Udc in crisi, dunque, per le scelte fatte dalla sezione ortonese, grandi sorrisi, invece, in casa Pd per l’alleanza fortemente e a lungo cercata. Fra i principali ispiratori della mossa politica c’è senza dubbio l’ex presidente della Provincia Coletti che, da ex democristiano, ha sempre intessuto una fitta rete di rapporti con gli ex amici di partito che militano nell’Udc.
“Con Boromeo – sottolinea Coletti – ci lega la comune militanza nelle file dei giovani dc. Un’amicizia che arriva da lontano e sono molto contento, adesso, di aver ritrovato Carlo alleato in questa campagna elettorale”. Coletti, arrivato nel Pd dalle file della Margerita dopo la militanza nel Ppi e nella Dc, ha sempre guardato con favore a un’alleanza Pd-Udc a tutti i livelli, figurarsi nella sua città.






