L’AQUILA – Nulla di fatto dal Tar dell’Aquila dal quale, dopo l’udienza di ieri, ci si aspettava oggi una decisione sul ricorso con cui alcuni rappresentanti del centrosinistra avevano chiesto e ottenuto il riconteggio di alcune schede delle elezioni comunali dello scorso anno con l’obiettivo di far recuperare alla coalizione sconfitta al ballottaggio 41 voti che le sarebbero mancati per raggiungere al primo turno l’agognato 50 per cento più uno, potendo quindi, a quel punto, rivendicare la maggioranza dei seggi in Consiglio comunale.

Sull’ordinanza emessa dai giudici amministrativi, di tipo interlocutorio, che fissa al 25 luglio l’udienza di merito, ha inciso l’atto di citazione per querela di falso presentato in sede civile dagli avvocati Roberto Colagrande del Foro dell’Aquila e Livio Proietti di quello di Tivoli, incaricati dagli assessori Carla Mannetti di Fratelli d’Italia e Luigi D’Eramo della Lega, in relazione al verbale delle operazioni elettorali del seggio 41, dal quale sarebbero “spariti” 400 voti in sede di trascrizione dei dati.

“Dall’ordinanza si evince la volontà di accertare se si sia trattato di un errore materiale o meno, qualora nelle tabelle del seggio i voti siano correttamente segnati allora vuol dire che si è trattato di un errore materiale che con ogni probabilità renderebbe non necessaria la sospensione (chiesta nella querela del centrodestra, ndr) e quindi il Tar entrerà nel merito, esprimendosi il 25 luglio”, spiega l’avvocato Claudio Verini, che insieme al collega Maurizio Capri ha curato il ricorso del centrosinistra.

Con l’ordinanza emessa oggi, il Tar incarica la Prefettura, che con un’apposita commissione aveva già provveduto al riconteggio delle schede di 11 sezioni indicate nel ricorso del centrosinistra, di acquisire le tabelle di scrutinio del seggio 41 e procedere ad una verifica di quanto accaduto nelltra trascrizione dei risultati.

Se oggi l’avessero spuntata i ricorrenti, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi di Fratelli d’Italia, si sarebbe ritrovato un Consiglio comunale con la maggioranza dei componenti di centrosinistra.

Il ricorso è stato sottoscritto, oltre che dal candidato sindaco sconfitto al ballottaggio Americo Di Benedetto, da Maurizio Capri, Emanuela Di Giovambattista, Fabrizio D’Alessandro, Stefano Palumbo, Antonio Nardantonio e Stefano Albano del Partito democratico, Sergio Ianni di Abruzzo civico, Gianni Padovani dei Socialisti, Fabrizio Ciccarelli e Paolo Romano del Passo possibile, Massimo Scimia di Cambiare Insieme.

A rientrare in Consiglio nel caso in cui dovessero spuntarla i ricorrenti sarebbero Capri, Di Giovambattista e D’Alessandro del Pd, Ianni di Abruzzo civico, Padovani dei Socialisti, Ciccarelli del Passo possibile, ma anche Giorgio Spacca di Articolo 1, Anna Lucia Bonanni della Coalizione sociale e Fabrizio Righetti del Movimento 5 stelle che però non hanno sottoscritto il ricorso.