L’AQUILA – “Una Unione civico-progressista per la città dell’Aquila, che sappia mobilitare le idee e le persone che arricchiscono movimenti, associazioni e partiti, per una nuova storia che ponga al centro le cittadine e i cittadini, rendendoli protagonisti di un territorio davvero collettivo”.
Questa la visione, con prospettiva sulle elezioni comunali di primavera nel capoluogo, dell’associazione Territorio Collettivo dell’ex assessore in quota Sel Luca D’Innocenzo.
Il movimento ha diffuso sulla propria pagina Facebook una nota in cui dà la propria idea della “cosa rossa”, etichetta che viene rigettata, alla cui formazione ha partecipato presenziando al primo vertice, come raccontato da AbruzzoWeb.
LA NOTA COMPLETA
Dal punto di vista amministrativo si sta per chiudere la lunga sindacatura di Massimo Cialente.
Dal punto di vista strettamente politico non esiste più il bipolarismo, non esiste più il centrosinistra del ventennio passato. E dopo la fine del bipolarismo è però uscito sconfitto anche il modello di sovrapposizione Pd-Stato, Pd-Istituzioni, che ha trovato nel Referendum l’apice dello scontro.
Il risultato referendario rappresenta un icerberg nell’oceano delle forze politiche nazionali e, finalmente, il Parlamento dovrà legiferare su una legge elettorale condivisa, che modificherà nel profondo la politica nel futuro.
Si può dire che è chiusa dunque un’epoca e sarebbe un grande errore non tenerne conto e arrivare alle elezioni comunali con schematismi geometrici figli di un’epoca al tramonto.
Il cuore delle elezioni comunali aquilane non è il destino del Pd, né quello di una qualsivoglia “cosa rossa”. E nessun progetto o proposta politica può costruirsi per contrapposizione all’una o altra “soggettività”.
L’icerberg del referendum e lo scenario politico potrebbero far chiudere il 2017 senza più né il Pd, né la “cosa rossa”. Sarebbe un errore piegare la discussione su L’Aquila a queste geometrie.
Dunque partiamo da che Comune desideriamo.
Un Comune armonico: dove diritti urbani e servizi pubblici non cambino tra centro storico e periferia, quartiere e quartiere, città e frazioni; un Comune inclusivo: dove la dimensione urbana e collettiva non riproduca e accentui le disuguaglianze aumentanti nella società, ma al contrario le sappia ridurre e ammortizzare.
Un Comune pubblico: dove città pubblica, spazi pubblici e servizi pubblici recuperino centralità, diffusione, funzionalità, tali da contrastare la parcellizzazione e frammentazione del territorio e la privatizzazione dell’intera sfera della vita quotidiana; un Comune democratico: dove convivano valore della buona rappresentanza, cogestione e responsabilizzazione cittadina dei beni comuni, partecipazione alle scelte sullo spazio urbano, mediazione istituzionale come garanzia per l’intera cittadinanza.
L’obiettivo è una città-territorio vivibile, accessibile, attrattiva, inclusiva e accogliente, operosa, rispettosa della sua storia, che valorizzi i saperi e guardi al futuro, bella, salubre, stimolante, che sappia convivere con il territorio e la natura in cui si colloca, estremamente complessa.
Una città che sappia davvero essere capoluogo di regione, in relazione cooperativa con tutto l’Abruzzo interno e l’Italia dell’Appennino centrale.
Lo strumento è una Unione civico-progressista per la città dell’Aquila, che sappia mobilitare le idee e le persone che arricchiscono movimenti, associazioni e partiti, per una nuova storia che ponga al centro le cittadine e i cittadini, rendendoli protagonisti di un territorio davvero collettivo.
Luca D’Innocenzo, Maura Vaccarelli, Francesco Speranza, Fabio Cortelli, Giovanni Cialone, Sandra Belloni, Marta Vivio, Mariagabriella Padovani, Macrì Tentarelli, Alberto Mencaroni, Davide Petracca, Ottavio Luigini, Massimiliano Amicarella, Ilenia Menga, Rita De Marco, Angela Lozzi, Mattia Scarsella, Lara D’Amore.





