L’AQUILA – “Un sondaggio sulle aspirazioni degli aquilani per un programma elettorale realizzabile, credibile e nell’interesse della gente, e l’indicazione di chi può essere ritenuto adeguato a portare avanti la croce della candidatura”.

Questa la strategia spiegata ai microfoni di AbruzzoWeb di Giancarlo Silveri, ex direttore generale della Asl dell’Aquila, in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno nel capoluogo, dove è accreditato di essere uno dei protagonisti, in particolare nella coalizione di centrodestra, anche se, ribadisce ancora una volta, “personalmente non sono interessato a esserci in prima persona, non è una cosa cui ambisco e che vado cercando”.

Il ruolo che Silveri vede bene per sé è, infatti, quello di “padre nobile” della coalizione, anche attraverso il suo think tank, l’associazione “Immaginazione”, considerata vicina alle posizioni del Nuovo centro destra e del sottosegretario Federica Chiavaroli, anche se ormai quest’ultima è sempre più in orbita renziana, il che complica il quadro.

Quanto alla gioventù o meno del candidato sindaco, Silveri cita “un proverbio Masai, i vecchi conoscono la strada, i giovani la percorrono. Credo che, perché L’Aquila possa avere un futuro, è necessario che ci sia un’amministrazione che abbia un futuro, un tempo di almeno 10 anni, e lo può affrontare meglio chi di anni non ne ha 70”.

“A meno che non ci sia la particolarità di una squadra che si mette insieme e quindi non è un lavoro di un singolo, la squadra può continuare nel tempo prescindendo da chi ne sta a capo e ne tiene le fila”, conclude aprendo anche a un candidato sindaco più maturo.

Silveri boccia sia le primarie proposte dalla frangia salviniana, “non essendo regolamentate in modo puntuale e preciso, si può dire tutto e il contrario di tutto”, sia i nomi calati dall’alto che circolano in ambiente forzista, “andavano bene una volta, quando c’erano i partiti padronali”.

Di qui l’idea del sondaggio per testare sul campo i candidati più spendibili, anche se “andrebbe fatto fare da una società seria, di livello nazionale”. L’ipotesi era già stata anticipata da AbruzzoWeb, con la possibilità di un duello tra il nome di Silveri e quello dell’ex sindaco di centrodestra Biagio Tempesta.

L’idea di Silveri è quella di “un’aggregazione civica che possa rappresentare un ruolo in modo preparato, documentato, così che sia realmente con l’occhio attento alla città e non alla logica di partito o all’ambizione dei singoli”.

Questo perché, sempre secondo l’ex manager, “per funzionare bene una democrazia ha bisogno di tre pilastri: uno, il popolo che si informa, delega e controlla; due, un’ottima maggioranza; tre, un’ancor migliore minoranza che stimoli. L’Aquila – fa notare – risente anche della dispersione post-terremoto, ma il popolo mi sembra frastornato e non tanto interessato a informarsi e controllare per poter poi votare in modo avveduto. La minoranza è costituita da troppe voci dissonanti e sgomitanti tra loro. La maggioranza meglio lasciarla perdere”.