L’AQUILA – “Il percorso di spoliazione e di scippo nei danni dell’Aquila e della Regione Abruzzo prosegue senza sosta”.
Così in una nota Roberto Santangelo, candidato della lista L’Aquila futura a sostegno del candidato sindaco per il centrodestra Pierluigi Biondi alle elezioni amministrative aquilane di domenica 11 giugno.
“All’inizio di febbraio – scrive Santangelo – ho lanciato un allarme (estremamente concreto) sull’ennesimo scippo che nell’indifferenza della politica si stava consumando ai danni dell’Aquila e dell’Abruzzo: infatti dal 9 gennaio 2017, l’Anas aveva dato seguito alla riorganizzazione nazionale dei Compartimenti presenti in tutte le regioni italiane e l’Abruzzo è stato accorpato nella macro area Abruzzo-Molise-Puglia”.
“Dopo la mia articolata denuncia ci fu un sussulto d’orgoglio: Stefania Pezzopane e Gianni Melilla annunciarono iniziative parlamentari di cui però non c’è traccia né sul sito del Senato né su quello della Camera”, prosegue.
Nel frattempo – secondo Santangelo – “il percorso di spoliazione e di scippo nei danni della nostra Città e della nostra Regione è proseguito senza sosta”.
IL RESTO DELLA NOTA
Proviamo a riassumere: la forza politica della Puglia e la speculare debolezza politica dell’Abruzzo hanno fatto sì che la sede della nuova organizzazione fosse localizzata a Bari; qui sono state concentrate sia la dirigenza della Struttura tecnica che quella amministrativa.
Conseguentemente, nella sede dell’ex Compartimento Abruzzo dell’Aquila, l’apparato amministrativo verrà smobilitato, mentre la Struttura dirigenziale tecnica avrà un solo responsabile con un’autonomia di spesa fino a 20 mila euro; per somme superiori dovrà avere l’approvazione esplicita del capo Compartimento di Bari.
Si può facilmente immaginare che quest’ultimo verrà all’Aquila al massimo una o due volte al mese, e che successivamente, dopo le prime visite, sarà per lui più comodo e veloce fermarsi negli uffici periferici dell’Anas di Pescara.
Questo provocherà un graduale abbandono della sede dell’Aquila, realizzata dopo il terremoto del 2009 e costata oltre 15 milioni di euro.
Inoltre, questo decentramento accentuerà sicuramente un graduale e ulteriore abbandono della manutenzione
ordinaria e straordinaria del patrimonio stradale di competenza Anas, già fortemente compromesso da anni di mancati interventi dovuti a scarsa programmazione dei lavori e alla cronica mancanza di fondi.
Un tema come questo meriterebbe ben altra attenzione al di là dei proclami giornalistici.




