L’AQUILA – “La sinistra si occupa solo dei salotti e dei centri storici, noi siamo al fianco della gente comune, di quelli che vivono anche in periferia e di chi cerca di superare le difficoltà quotidiane causate da questo centrosinistra. Noi libereremo L’Aquila da questi incapaci, mettendo al centro L’Aquila e gli aquilani, che saranno i primi beneficiari delle politiche che il futuro sindaco Biondi attuerà una volta eletto”.

Con questa dichiarazione il leader della Lega, Matteo Salvini, ha salutato il candidato sindaco dell’Aquila di centrodestra, Pierluigi Biondi, e i tanti sostenitori e simpatizzanti intervenuti in massa presso lo Spazioinmoto, il comitato in centro storico su Corso Vittorio Emanuele II.

La prima tappa è stata, tuttavia, un caffè al bar Nurzia di corso Federico II, dove Salvini è arrivato con 20 minuti d’anticipo rispetto all’appuntamento annunciato.

Anticipo simile a quello con cui, lo scorso settembre, dal palco di Pontida la lista Noi con Salvini aveva annunciato la candidatura a sindaco di Luigi D’Eramo, oggi candidato consigliere, prima del passo indietro che ha portato alla riunificazione dello schieramento.

“Ringrazio i ragazzi”, ha detto in riferimento al capogruppo Emanuele Imprudente, lo stesso D’Eramo e gli altri consiglieri Ncs, “perché se siamo qui è solo merito loro che hanno reso possibile la riunificazione della coalizione. Consideratemi arruolato per venire prima del ballottaggio del 25 – ha aggiunto – e sono sicuro che Noi con Salvini sarà il primo partito del centrodestra!”.

Ai cronisti Salvini non è parso troppo convinto, a differenza del capogruppo forzista alla Camera Renato Brunetta, che lo schema aquilano sia riproponibile a livello nazionale.

“Iniziamo a liberare L’Aquila da un sistema di affari, di potere, di mancata ricostruzione, di periferie e frazioni dimenticate, rimettiamo gli aquilani al centro. E poi andiamo a vincere a livello nazionale. Io lavoro per includere e allargare il più possibile”, ha tagliato corto.

“Dopo aver vinto all’Aquila, a Genova, a Como, a Piacenza, a Verona e a Padova, andremo a vincere a livello nazionale”, ha ripetuto Salvini.

Nell’incontro presso il comitato di Biondi, ha poi aggiunto che “l’11 giugno si potrà scegliere tra due opzioni: continuare a sostenere il Pd e i poteri forti che l’appoggiano, dalle banche agli affaristi, o scegliere chi intende governare facendolo dalla parte del popolo, degli anziani, delle famiglie, dei giovani che non vogliono abbandonare questa splendida terra”.

Sostegno, in questo, anche dal coordinatore Imprudente che ha sostenuto Americo Di Benedetto del centrosinistra “il candidato delle banche”.

Per Salvini, “con queste elezioni può partire un messaggio: vincere le amministrative per dare l’avviso di sfratto al governo Gentiloni-Renzi-Boschi”.

Sulle dinamiche hanno caratterizzato la ricostruzione, inoltre, Salvini ha aggiunto: “Non sarò io a dire come si deve governare L’Aquila, ma una cosa è certa: è inconcepibile, e lo dico da lombardo, che nella ricostruzione ci siano ditte locali e abruzzesi escluse dai cantieri mentre le ditte del Nord Italia sono ovunque. Le aziende locali vanno aiutate e sostenute”.

“Io sono per il chilometro zero, sia per la politica, che per l’agricoltura, che per il lavoro. Abbiamo una proposta di legge che, al di là delle direttive europee sugli appalti, avvantaggia le aziende del territorio, quindi è sbagliato, anche se fossero imprese di casa mia: all’Aquila è giusto che lavorino imprese aquilane così come sarebbe giusto che qui insegnassero insegnanti aquilani”.

“Il nostro obiettivo è tutelare chi ha scelto di rimanere in questa città e, soprattutto, i non garantiti – ha spiegato Biondi dalla sua – Nell’assegnazione degli alloggi del progetto C.a.s.e. il Comune ha posto come unico requisito la residenza nel capoluogo da almeno un anno. Noi abbiamo un’idea diversa di politiche sociali: tutelare prima le famiglie aquilane e garantire loro accesso ai servizi che oggi, invece, sono negati”.

“E non, come dice l’assessore alle Politiche sociali (Emanuela Di Giovambattista, ndr) su Facebook, perché non hanno neanche la capacità di fare un comunicato stampa che non venga smentito, cambiando l’Isee – ha precisato – ma modificando il regolamento per l’accesso ai servizi sociali, che è di competenza del Comune”.

“Ovunque vada sento persone allo stremo, che non sopportano più questo centrosinistra: l’11 giugno verrà dato sfogo democratico al sentimento di ribellione che sta montando ogni giorno di più”, ha concluso.