L’AQUILA – Clima da resa dei conti nel Pdl aquilano, alle prese con la batosta post-elettorale: solo l’8% dei voti e il candidato sindaco Pierluigi Properzi che non è riuscito ad arrivare al ballottaggio.
Il consigliere regionale Luca Ricciuti, da tempo su posizioni fortemente critiche nei confronti della dirigenza locale del partito ha chiesto la convocazione di un coordinamento regionale: “Il partito e L’Aquila hanno ottenuto uno dei peggiori risultati d’Italia, frutto delle scellerate decisioni ante e post congressuali”.
Un attacco frontale che non risparmia l’ex segretario provinciale, l’assessore regionale Gianfranco Giuliante, candidato al Consiglio comunale con esito negativo: “Come si può sottacere il risultato elettorale del partito? Appena l’8%, con il capolista terzo dei non eletti?”.
“Non intendo consentire in nessun modo che quanto accaduto possa essere annoverato come normalità”, ha aggiunto Ricciuti.
Una critica cui risponde con aplomb l’attuale coordinatore del partito, Alfonso Magliocco: “la prossima settimana ci sarà una riunione a livello abruzzese del Pdl, in quella sede Ricciuti avrà modo di esprimersi”.
“Piuttosto – prosegue Magliocco – sarebbe utile abbassare i toni, fare dichiarazioni di questo genere pubblicamente alimenta frizioni e conflittualità in un momento non facile del partito”.
Ancora più morbida la dichiarazione del presidente della Regione e dirigente nazionale del Pdl, Gianni Chiodi: “È naturale che il coordinamento si riunisca per l’esame del voto, lì si confronteranno le posizioni e anch’io dirò la mia, come penso faranno molti altri”.
Sceglie la via del silenzio, invece, il coordinatore regionale pidiellino, il senatore Filippo Piccone, cercato più volte al telefono ha scelto di non rispondere.
RICCIUTI: “DISASTRO ELETTORALE DEL PDL”
Nessuno pensi di poter liquidare il disastro elettorale del Pdl addebitandolo essenzialmente al trend elettorale nazionale. Il partito e L’Aquila hanno ottenuto uno dei peggiori risultati d’Italia, frutto delle scellerate decisioni ante e post congressuali. Va data risposta a una serie di interrogativi.
Perché si è scelto di spaccare il fronte moderato di centrodestra, privilegiando in maniera totalizzante le occasioni di scontro, non ultima la pantomima delle primarie? Come si può sottacere il risultato elettorale del partito? Appena l’8 per cento, con il capolista terzo dei non eletti?
Oggi si impongono scelte necessarie se vogliamo tentare di recuperare almeno il rispetto dei nostri elettori tradizionali: il coordinamento regionale che chiedo di convocare con immediatezza sarà la giusta sede per assumerle. Non intendo consentire in nessun modo che quanto accaduto possa essere annoverato come normalità.






