L’AQUILA – Man mano che procede il riconteggio delle schede elettorali delle elezioni comunali dell’Aquila, disposte dal Tar che il 23 novembre scorso ha accolto l’istanza di verifica di 11 sezioni contestate dal ricorso presentato dall’avvocato Claudio Verini per conto di alcuni candidati del centrosinistra, secondo quanto si apprende sembra assottigliarsi il divario tra centrodestra e centrosinista.
L’istanza presentata da Verini chiedeva la verifica delle schede al fine di far recuperare al centrosinistra i 41 voti che sono mancati alla coalizione per raggiungere al primo turno l’agognato 50 per cento più uno, potendo quindi, a quel punto, rivendicare la maggioranza dei seggi in Consiglio comunale a dispetto della sconfitta al ballottaggio del giugno scorso.
Nello spoglio della sezione 50, in particolare, la coalizione guidata da Americo Di Benedetto avrebbe recuperato altri voti, 24 in tutto, che lasciano sperare i ricorrenti che il tribunale amministrativo, al quale il verificatore Rinaldo Pezzoli incaricato dalla prefettura rimetterà la relazione dopo Pasqua, possa a quel punto decretare il ribaltone.
Da quanto appreso, infatti, anche se la prefettura non si sbottona affatto, nello scrutinio del seggio 50 della scuola elementare di viale De Gasperi, coi 24 voti recuperati ieri, al centrosinistra ne mancherebbero appena 4 per raggiungere la fatidica soglia del 50% più uno dei voti validi per spuntarla.
Venerdì 30 marzo in prefettura le operazioni proseguiranno con il seggio di Arischia, un altro di quelli da ricontrollare indicati nel ricorso.
Il dato che si è diffuso ieri, intanto, è bastato a far esultare gli ambienti del centrosinistra e a mandare in fibrillazione l’amministrazione comunale.
In caso di vittoria dei ricorrenti si avrebbe la cosiddetta “anatra zoppa”: un sindaco e un’amministrazione, cioè, senza maggioranza in Consiglio comunale, con conseguenze politiche tutte da valutare.
Come è accaduto recentemente ad Avezzano, dove il Consiglio di Stato, confermando la sentenza del Tar, ha accolto il ricorso del centrosinistra e ribaltato l’equilibrio del Consiglio comunale lasciando il sindaco Gabriele De Angelis senza maggioranza. In quel caso, alla fine la soluzione è stata politica, con un allargamento ad altre forze politiche che hanno consentito all’amministrazione di proseguire il mandato.
Quest’ultima ipotesi non sembra percorribile all’Aquila, dove il sindaco Pierluigi Biondi ha in modo piuttosto perentorio detto “no” ad inciuci o a condizionamenti dell’attività amministrativa, paventando l’ipotesi dimissioni.
C’è in ogni caso da sottolineare, a prescindere dalle schermaglie politiche, che il ricorso si trova ancora in una fase istruttoria e la decisione finale spetterà al Tar e non sono esclusi ulteriori ricorsi al Consiglio di Stato.
Le operazioni di riconteggio in prefettura erano iniziate il 9 gennaio scorso. Il ricorso è stato sottoscritto, oltre che da Di Benedetto, da Maurizio Capri, Emanuela Di Giovambattista, Fabrizio D’Alessandro, Stefano Palumbo, Antonio Nardantonio e Stefano Albano del Partito democratico, Sergio Ianni di Abruzzo civico, Gianni Padovani dei Socialisti, Fabrizio Ciccarelli e Paolo Romano del Passo possibile, Massimo Scimia di Cambiare Insieme.
A rientrare in Consiglio nel caso in cui il riconteggio facesse ottenere l’effetto sperato dai ricorrenti sarebbero Capri, Di Giovambattista e D’Alessandro del Pd, Ianni di Abruzzo civico, Padovani dei Socialisti, Ciccarelli del Passo possibile, ma anche Giorgio Spacca di Articolo 1, Anna Lucia Bonanni della Coalizione sociale e Fabrizio Righetti del Movimento 5 stelle che però non hanno sottoscritto il ricorso.






